Novecento euro di sgravi per gli inquilini con un reddito non superiore a 15.493,71 euro e 450 per quelli fino a 30.987,41 euro. E’ la possibilità data dal decreto Lupi, oggi alla base del confronto in Comune sull’Emergenza Abitativa ad Avellino. Questa mattina la riunione operativa della VII Commissione consiliare, infatti, ha trattato proprio l’applicazione della norma relativa alle detrazioni da adottare per gli inquilini delle case comunali, dopo l’incontro svolto circa un mese fa con i sindacati. Alla discussione hanno partecipato anche il sindaco Paolo Foti, il segretario generale Riccardo Feola e il comandante dei Vigili Michele Arvonio. Con loro la Commissione ha fatto anche una panoramica generale della situazione riguardante gli immobili di edilizia popolare presenti nel capoluogo irpino.
I passi in avanti sulle politiche abitative e la loro relativa programmazione dalle parole della presidente dell’organismo consiliare, Francesca Di Iorio. «La riunione avuta stamattina con il sindaco, il segretario generale e il comandante dei vigili urbani - ha spiegato - è un passaggio operativo rispetto all’incontro precedente con i sindacati sul decreto Lupi. Abbiamo focalizzazione la nostra attenzione sulla problematica dell’emergenza casa in città e sulle detrazione che gli inquilini delle case comunali possono ottenere. Il decreto ha creato questa possibilità. Adesso tocca all’amministrazione vedere come si può applicare lo sgravio. Stiamo valutando la modalità migliore affinché le persone che occupano gli alloggi comunali possano avere accesso a questo beneficio».
Presto un altro confronto. «Giovedì - ha continuato Di Iorio - si svolgerà un’altra riunione con i sindacati, e con l’aiuto della parte politica e di quella amministrativa del Comune stileremo anche una programmazione sulla manutenzione degli alloggi».
Intanto, il riavvio delle operazioni di sgombero per gli occupanti abusivi, annunciato per la scorsa settimana dallo stesso primo cittadino resta congelato. Così come la graduatoria delle assegnazioni che da anni è ferma in un cassetto a testimoniare un altro diritto negato.
Alessandro Calabrese