Salerno

Quando il presidente Lotito decise di esonerare Bollini, all'esterno della tribuna parlava di "Pilota non adatto per guidare una Ferrari", elogiando l'organico allestito in estate e parlando addirittura di promozione diretta. Non è certo un mistero che la società abbia grande stima della rosa attualmente a disposizione di mister Colantuono, allenatore che per ora non è riuscito ancora a dare un'impronta ben precisa alla squadra, ma che ha avuto diverse settimane a disposizione per trasmettere il suo credo e quella mentalità vincente che lo ha spinto a far bene in piazze anche più calde e prestigiose di Salerno. In tanti vedevano nell'avvento di un tecnico di questo spessore una sorta di garanzia anche in ottica mercato, ma, ad ora, la Salernitana attuale è praticamente uguale a quella che perdeva 3-0 consecutivamente contro Foggia e Palermo palesando limiti in tutti i reparti. Palombi, in avanti, è giovane di prospettiva, ma appartiene alla Lazio e, insieme a Rossi, nella mente ha soltanto la maglia biancoceleste, da conquistare- si spera- a suon di gol all'ombra dell'Arechi. Dopo aver fatto partire Coda e Donnarumma, però, è lecito attendersi qualcosa in più, anche perchè Rodriguez è destinato ad andare via e Bocalon non si è pienamente calato nella realtà della categoria.

"Dal mercato di gennaio capiremo le vere intenzioni della società" era parere assai diffuso tra i tifosi al termine del girone d'andata, ma ad ora Lotito e Mezzaroma hanno dato mandato a Fabiani di operare soprattutto in uscita per abbassare il tetto ingaggi (in realtà la Salernitana è dodicesima nella speciale graduatoria) e per liberare qualche posto nella lista over, zeppa di giocatori che purtroppo non hanno reso per quanto sperato. Non è certo utopia affermare che gli innesti estivi, nella stragrande maggioranza, abbiano deluso e non a caso, come spesso accaduto in passato, saranno i primi ad andar via. Gatto e Cicerelli appartengono già al passato, a breve potrebbero subire lo stesso destino i vari Asmah, Kadi, Rizzo, Kiyine, Rodriguez, Di Roberto e forse Alex e Signorelli, in attesa di capire i tempi di recupero di Orlando e l'eventuale collocazione tattica. In entrata tutto tace, eppure una società che vuol puntare almeno ai play off per disputarli da protagonista dovrebbe intervenire prima del rientro in campo e non soltanto nelle ultimissime battute di mercato. Sia chiaro: nessuna critica nè voglia di fare polemica, saremo i primi ad applaudire la proprietà se,come sempre, investirà in modo concreto rinforzando l'organico. Ad ora, però, la delusione dei tifosi è assolutamente comprensibile e non basterà Casasola (due retrocessioni in due anni) nè Bellomo (in involuzione da diverse stagioni dopo il boom di Bari) per competere almeno alla pari con una decina di squadre che, almeno sulla carta, sembrano superiori alla Salernitana.

Lo scetticismo della piazza, la paura di "vivacchiare"

Le uscite o i fardelli dei contratti di Zito, Rosina e Della Rocca non possono e non devono rappresentare un alibi e vanno adeguatamente sostituiti a costo di mettere qualcuno fuori lista,cosa che Lotito ha spesso fatto con la Lazio. Per sognare davvero occorre un centrale di spessore, almeno due centrocampisti (dovrebbe partire anche Odjer) e un attaccante di peso, un bomber di proprietà sul quale puntare anche in futuro e non soltanto promesse a tinte biancocelesti. E' vero che il mercato non è la panacea di tutti i mali, ma almeno può chiarire le reali intenzioni di un club. Al momento la Salernitana è una buona squadra che, con un filotto di risultati utili consecutivi, può ambire all'ottavo posto consapevole, però, che nella griglia play off non partirebbe tra le favorite. Il salto di qualità si farà rendendo chiari i programmi e dando seguito alle promesse fatte da Lotito poco prima della fine del girone d'andata. Contestare questa società dopo il miracolo sportivo delle passate stagioni sarebbe folle e purtroppo c'è ancora qualcuno che ha dimenticato da dove sia ripartito il calcio salernitano, ma anche i presidenti, così come i giocatori e gli allenatori, devono essere giudicati per ciò che stanno facendo ora e non "vivere di rendita".

La riconoscenza ci sarà sempre, ora però è tempo di capire cosa la Salernitana voglia fare da grande: una gran fetta di tifosi teme di dover "vivacchiare" in B, ai patron il compito di smentirli costruendo una rosa all'altezza del pubblico di Salerno con una programmazione chiara ed intelligente. Ad Ascoli, penultimi e con poco pubblico, hanno speso 1,5 milioni di euro per Ganz. Il Parma sta puntando tanti calciatori di categoria superiore e ha messo a disposizione del direttore sportivo Faggiano oltre 5 milioni di euro per il mercato estivo. Il Bari ha rifatto la difesa, il Carpi ha speso in attacco, il Foggia ha ufficializzato colpi in serie. E la Salernitana? Le potenzialità ci sono, la palla ai presidenti.

Gaetano Ferraiuolo