Salerno

Un gang di ragazzi che in una sola notte, tra il 10 e l'11 ottobre scorso hanno distrutto oltre 60 vetture a Salerno. Come i personaggi di un film o di una fiction, a bordo di due automobili hanno sparato con le loro armi ad aria compressa contro le macchine parcheggiate in strada, distruggendo lunotti e finestrini. Si tratta di 9 giovanissimi, tra i 18 e i 25 anni.  Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia hanno notificato a tutti, stamattina, tra San Marzano sul Sarno e Pagani, altrettante misure cautelari (arresti domiciliari) con l'accusa di devastazione e saccheggio.

“I genitori erano stupiti, sono dei bravi ragazzi – racconta il comandante provinciale dei carabinieri di Salerno Antonio Neosi-. Non lo metto in dubbio, ma questi sono atti gravi. I ragazzi se ne vantavano all'interno di una chat WhatsApp chiamata “O' sistema””. Si compiacevano delle loro “gesta”.

Le scorribande sono state registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona. In questi video si può chiaramente vedere come agivano. Molto probabilmente le auto sarebbero anche di più secondo le forze dell'ordine, forse addirittura 150. Il numero dei veicoli coinvolti è stato ricostruito, infatti, esclusivamente in base alle denunce presentate. Il tratto di strada interessato è quello che va da via Generale Clark a via Benedetto Croce.

Al lavoro per ricostruire le dinamiche dei raid è intervenuta anche la Sezione Telematica del raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, che ha analizzato le lunghe chat e i messaggi che i membri del gruppo si sono scambiati. Durante le perquisizioni locali, sono state sequestrate le due pistole ad aria compressa utilizzate dai giovani.
Per il procuratore aggiunto di Salerno, Luigi Cannavale “sapendo di essere investigati questi giovani hanno posto un freno a quella che poteva diventare una escalation. Acquisendo i telefoni, abbiamo avuto modo di constatare che i soggetti avevano questa chat. Un dato che mi preme sottolineare è che vi erano altri membri di questa chat, sempre maggiorenni, i quali hanno avuto la forza morale di dissociarsi immediatamente dal gruppo criminale e, sentiti a sommarie informazioni, hanno precisato che i giovani erano soggetti di alta pericolosità che stavano già programmando altri atti violenti nei confronti di altri soggetti”. I membri di questa gang sono quasi tutti disoccupati, solo uno fa l'operaio.

Dura l'accusa del procuratore della Repubblica di Salerno, Corrado Lembo. “ Si tratta di giovani resisi responsabili del delitto di devastazione, reato gravissimo che comporta una pena molto severa perché non è semplice danneggiamento. Producevano infatti senza alcun motivo specifico, danni a un gran numero di cittadini, turbando il senso di tranquillità e sicurezza della comunità. È un fatto di notevole gravità che è stato sanzionato con i domiciliari.Dei segnali di violenza dei mass media e dei serial televisivi non contribuiscono alla formazione di una coscienza civile" ha concluso Lembo. 

Sara Botte