Benevento

Beni mobili ed immobili, titoli finanziari e depositi bancari per un valore di 339.493 euro. L'importo del sequestro preventivo per equivalente eseguito lo scorso 8 gennaio dalla guardia di finanza, tra Benevento, Cerreto Sannita, San Lorenzello e San Salvatore Telesino, a carico di Pierino Gismondi, 61 anni, cerretese, amministratore unico di una società particolarmente specializzata che lavora alla realizzazione di gasdotti e metanodotti. Il provvedimento, già impugnato dinanzi al Riesame dall'avvocato Emiliano De Ruggiero, è stato adottato dal Gip in un'indagine, di cui peraltro era stata chiesta una proroga, che prospetta due ipotesi di reato: dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, e dichiarazione infedele.

Secondo l'accusa, i ricavi non dichiarati al fisco – spiega il Procuratore capo Aldo Policastro - ammonterebbero “complessivamente ad 1 milione e 184mila euro, conseguiti dalla società anche attraverso l'utilizzo di fatture riconducibili ad operazioni oggettivamente inesistenti”.

In una nota si legge che “nella fase preliminare dell'esecuzione del decreto di sequestro” sono già stati individuati nella disponibilità dell'indagato “beni mobili e terreni per un valore di circa 150 mila euro”, e che ora sono in corso “operazioni di ricerca presso istituti di credito e banche dati finalizzate ad individuare disponibilità bancarie che saranno sequestrate fino al raggiungimento del valore delle tasse evase”.

                                                               Red. Bn