In un calcio privo di sentimenti e bandiere, laddove interessi prettamente economici prevalgono su valori quali senso di appartenenza e amore per la maglia, lui ha rappresentato senza dubbio un esempio da seguire. Calciatore di grandissima sostanza e qualità in mezzo al campo, leader umile e silenzioso all'interno dello spogliatoio,professionista d'altri tempi e ragazzo d'oro anche all'esterno del rettangolo verde, Evans Soligo tornerà per la prima volta da avversario all'Arechi, in quello stadio che spesso lo ha applaudito e sostenuto in segno di riconoscenza per quanto dato alla casacca granata.Il suo arrivo nel 2005 fu accolto con un pizzico di scetticismo, ma partita dopo partita l'ex mediano del Palermo riuscì a conquistare la maglia da titolare e la fascia di capitano trascinando i compagni in piena zona play off. Indimenticabile il suo salvataggio sulla linea contro il Giulianova che valse tre punti pesantissimi così come la performance da 8 in pagella nel match d'andata contro il Genoa; solo un arbitraggio assai discutibile non permise alla Salernitana di coronare il sogno promozione, ma Soligo fu tra i primi a decidere di restare a Salerno per riscattarsi nelle stagioni successive. Nel 2006-07, nel marasma generale, fu uno degli ultimi ad arrendersi, a metterci sempre la faccia, ad uscire dal campo con la maglietta sudata guadagnandosi i complimenti pubblici del presidente Antonio Lombardi e degli allenatori che si susseguirono sulla panchina granata.
Nel 2007-08 sembrava quasi che il neo ds Fabiani dovesse cederlo nel mercato estivo, ma le "pressioni" dei tifosi e la grande condizione psicofisica mostrata sin dal primo allenamento in quel di Roccaporena fecero innamorare anche Agostinelli. Risultato? Anche quell'anno Soligo fu uno dei migliori giocatori in assoluto, un rendimento costante e una serie di partite da assoluto protagonista che consentirono alla Salernitana di mettere in classifica tanti punti in più. Pur avendo assistito alla gara promozione col Pescara dalla tribuna a causa di una squalifica, Soligo ha sempre detto che "mi sono sentito protagonista, non un escluso. E' stata una domenica da sogno, in uno stadio meraviglioso. Ho ancora i brividi, non dimenticherò mai quella giornata". Da calciatore di valore indiscutibile, il capitano granata giocò due grandissimi campionati di serie B ricoprendo praticamente tutti i ruoli, finanche quello di terzino. "Perchè" come amava ricordare" quello che conta è metterrsi a disposizione della Salernitana. La sua incredibile esclusione dall'undici titolare contro il Treviso mandò su tutte le furie Lombardi che, a fine gara, rincuorò Soligo ed esonerò Castori richiamando Fabio Brini, uno di quelli che nella stagione passata aveva eletto Soligo come simbolo indiscusso di una squadra che lo seguiva in tutto e per tutto e con grandissimo rispetto ed entusiasmo.
L'ex: "E' un sogno tornare all'Arechi, onorato di essere stato capitano"
Paradossalmente la stagione più memorabile è stata quella del 2009-10, coincisa con un'amara e mortificante retrocessione. Mentre tanti compagni di squadra si tirarono indietro in corso d'opera offrendo prestazioni pessime sul campo, Soligo continuava a correre, battagliare e mordere le caviglie degli avversari anche a retrocessione aritmetica avvenuta, un modus operandi che non passò inosservato e che spinse la tifoseria ad isolarlo da tutte le contestazioni. "Soligo uno di noi" cantava la Sud ogni qual volta entrava in campo anche solo per il riscaldamento. "Ci siamo parlati, gli rinnoveremo il contratto" promise il patron dopo la vittoria illusoria sul Piacenza, in realtà il calciatore dovette andar via da Salerno senza nemmeno essere convocato in sede per discutere del meritato prolungamento. Ad oggi Salerno ricorda con amore, rispetto e riconoscenza un ragazzo dalla faccia pulita, serissimo, che non ha mai detto una parola fuori posto e che in campo sudava la maglia dimostrando di avere qualità tecniche e morali di categoria superiore. "Sono stato capitano in quello stadio fantastico, so bene che all'Arechi c'è un clima importante e che spesso il pubblico è il dodicesimo uomo. E' uno sogno tornare lì" ha detto in queste ore e siamo certi che, pur con tanti spazi vuoti, l'Arechi non dimenticherà di applaudire chi è parte integrante della recente storia granata.
Gaetano Ferraiuolo