di Andrea Fantucchio
Sciopero della fame e della spesa da parte dei detenuti del carcere di Bellizzi. Hanno deciso di protestare per spingere il Governo ad accellerare l'iter previsto nella “Riforma Orlando” destinata ai penitenziari.
La mobilitazione si riferisce soprattutto alle misure alternative al carcere per ridurre il sovraffolamento. Per quanto riguarda il potenzialmento delle cure e del trattamento dedicato ai detenuti. Chiedono inoltre che sia data maggiore attenzione all'iter relativo al reinserimento sociale del detenuto così da arginare il fenomeno della recidiva.
Pongono l'attenzione anche sulle misure sanitarie che riguardano la detenzione in carcere. Troppi i casi di malasanità segnalati dietro le sbarre in tutta Italia. Non fa eccezione l'Irpinia dove alcuni episodi hanno fatto discutere e tanto sulla qualità del trattamento riservato ai detenuti.
Casi come quello del 30enne morto in carcere dopo l'arresto avvenuto alla vigilia di Natale, passando per il 68enne di Taurano deceduto per un tumore che a detta della famiglia non è stato curato dietro le sbarre. Un caso, quest'ultimo, del tutto simile a quello di Biagio Cava, il boss di Quindici morto perché un cancro al cervello gli sarebbe stato diagnosticato con un anno di ritardo.
Una protesta che fa inevitabilmente scalpore e che tanto farà discutere. Una manifestazione che si somma alle altre che a periodi alterni hanno mobilitato le carceri di tutta Italia
"Chiediamo quindi ai nostri governanti e alle nostre istituzioni tutte che, per l'ennesima volta, non lascino morire la speranza che un domani si possano avere forme di detenzione più giuste, più umane e sopratutto meno degradanti", questa parte di una nota dei detenuti che sarà presto inviata alla direzione del carcere.