Salerno

"Dopo il corteo studentesco del 24 novembre, corteo svoltosi per una radicale riforma dell’alternanza scuola/lavoro e per l’edilizia scolastica, denunciano le drammatiche e fatiscenti condizioni in cui versano gli istituti scolastici e la totale assenza degli organi preposti istituzionalmente . La drammatica situazione dei nostri istituti è uscita ancora di più peggiorata dopo aver realizzato una nostra inchiesta fotografica.Queste sono le condizioni che costringono gli studenti, il corpo docente e il personale ATA a vivere con il costante pericolo per la loro incolumità fisica. Con tali pericoli ci fanno quotidianamente i “conti”. Ricordiamo gli episodi di caduta calcinacci al Menna, al Santa Caterina e all’istituto di Sarno, che registrarono diversi feriti". Comincia così la nota a firma dei giovani comunisti e del collettivo "Studenti ribelli" di Salerno, con l'obiettivo di denunciare una situazione al limite della decenza sul fronte educativo. 

"L’80% degli istituti scolastici nella nostra provincia sono segnati da seri problemi strutturali, e la stragrande maggioranza di loro non rispettano alcune basilari norme inerenti alla sicurezza, agli impianti non a norma, all’antisismicità delle strutture. Tutto ciò non è il “frutto del fato” ma una completa incapacità di programmare, gestire e curare l’edilizia scolastica da parte di chi viene chiamato a farlo istituzionalmente. L’unica cosa che sanno fare - è il duro atto d'accusa degli esponenti di sinistra - è la politica dello “scaricabarile” e della semplice propaganda che tentano di far risaltare una qualità formativa inesistente e che è stata peggiorata, se si fa eccezione di alcuni nuovi indirizzi nelle scuole della provincia, dalle politiche nazionali degli ultimi tre decenni. Non vi è una didattica di qualità senza edilizia scolastica di qualità. E non ci sarà una edilizia scolastica di qualità senza una qualità didattica", il monito del collettivo.

"In quanto studenti non accettiamo “il contentino” degli occasionali interventi mirati, che abbiamo conquistato con la mobilitazione del 24 novembre scorso, per quattro istituti. Consideriamo tale conquista solo un primi timido passo in avanti. Perché, e anche la nostra inchiesta realizzata fino ad oggi ce lo conferma, il “problema” è sistemico. I soldi ci sono, ma vengono utilizzati per altro ! Vogliamo scuole costruite intorno allo studente e per lo studente, non scuole alle quali lo studente deve adattarsi e rischiare la propria pelle. Chiediamo - si legge nel comunicato stampa - un grande piano di messa in sicurezza di tutti gli istituti della provincia di Salerno, con un maggiore e massiccio investimento sia della Regione Campania sia del Ministero. L’Ente Provincia, grazie alla riforma Del Rio, è solo un simulacro di Ente ormai svuotato totalmenteanche del suo ruolo di “programmazione” e incapace anche di fare la normale amministrazione. Siamo coscienti che non siamo gli unici a chiedere ciò, lo chiedono i giovani costruttori per le previsioni dei nuovi istituti, ma anche e soprattutto gli operatori dell’ArechiMultiservice, ai quali va la nostra solidarietà per le loro sacrosante preoccupazioni di lavoro".

Con queste premesse, gli studenti hanno organizzato per sabato prossimo un'assemblea per "condividere obiettivi e costruire la continuazione del percorso intrapreso e la costruzione di un fronte comune attraverso un incontro/confronto con gli operai dell’ArechiMultiservice, il personale docente e non docente, ATA, genitori e quanti lavorano e/o vivono nella scuola".

Redazione Salerno