di Andrea Fantucchio
Dovranno comparire in aula di fronte al Gup – l’udienza è stata disposta per il 21 febbraio – gli imputati nel procedimento per abusi edilizi in via Tagliamento relativi al palazzo dell’ex Prefettura. Questa mattina dovevano essere celebrati i due giudizi abbreviati richiesti dagli imprenditori Osmondo Scozzava e Antonio Avagnano, ma è stato tutto rinviato per l'impedimento di un penalista. Udienza che sarà celebrata, come anticipato, a febbraio quando verranno chiarite le posizioni degli altri imputati.
Il procedimento è tornato davanti al gup del tribunale di Avellino dopo la decisione della Cassazione, che lo scorso maggio aveva accolto l’appello della Procura contro la decisione di non luogo a procedere relativa alle contestazioni del vincolo paesaggistico.
Il gup Giovan Francesco Fiore, che si era avvalso della perizia redatta dal professore della Federico II, Francesco Domenico Moccia, aveva prosciolto tecnici, dirigenti comunali e imprese dall’ipotesi di reato di abuso in atti d’ufficio. E non aveva considerato illegittima la concessione edilizia per il Palazzo dell’ex Prefettura.
Moccia nella sua relazione aveva chiarito come per il vincolo contestato si potesse concedere una deroga poiché la zona in questione era densamente abitata e urbanizzata. Poi il procedimento è tornato di fronte al Gup dopo la decisione della Cassazione.
Ora, come detto, bisognerà attendere febbraio. Oltre ai due imprenditori, sono imputati anche quattro progettisti, tre tecnici del Comune di Avellino e i tre imprenditori titolari della ditta che si è occupata dello scavo.
Il gup dovrà disporre il “non luogo a procedere” o spedire gli imputati a giudizio. Decisive potrebbero rivelarsi le arringhe della difesa affidata, fra gli altri, ai penalisti Nello Pizza, Innocenzo Massaro, Carmine Danna, Benedetto Vittorio De Maio e Raffaele Tecce.