Benevento

“Piacere, mi chiamo Cheick Diabatè e sono alto 194 centimetri. Qualcuno dice che sono bravo solo nel gioco aereo, ma io dico che me la cavo anche coi piedi”. Conoscesse l'italiano, Cheik forse avrebbe dettato questa dichiarazione per farsi conoscere ai tifosi giallorossi. Ma per ora di italiano non se ne parla e allora non gli resta che parlare il linguaggio dei Campioni, quello fatto di giocate sontuose e gol strabilianti. Il nuovo attaccante del Benevento si è presentato così: un colpo di tacco a lasciare di stucco il giovane Rutjens, col pallone che gli passa tra le gambe e si infila lemme lemme nell'angolino della porta degli allenatori. Un bel modo per presentarsi, soprattutto perchè poco prima aveva rotto il ghiaccio con un perentorio stacco di testa ad altezza siderale. Benvenuto Cheick, imparare l'italiano dopo tutto è un optional, ai tifosi basta che tu sappia parlare il linguaggio del campo.

 

Nella sequenza fotografica di Mario Taddeo, il gran gol messo a segno da Diabatè al suo primo vero allenamento con la squadra giallorossa