Salerno

Salernitana-Ternana è una partita che, in passato, ha fatto notizia per una serie di episodi particolarmente curiosi e significativi. Come dimenticare, ad esempio, il guasto all'impianto di illuminazione del "Liberati", con i granata di Zeman che conducevano per 2-0 grazie alle reti di Di Vicino e Vignaroli; il pubblico presente, divertito per quanto stava accadendo, accantonò per qualche minuto la contestazione ai calciatori locali, rei di aver perso contro una delle poche squadre che non aveva mai vinto in trasferta. Sempre a Terni, nel 2006, accadde invece l'incredibile: la Salernitana di Novelli si presentò regolarmente allo stadio trovando l'impianto chiuso per le diatribe tra l'amministrazione comunale e la società dell'epoca, il giudice sportivo decretò lo 0-3 a tavolino come da regolamento per poi stabilire che la gara si dovesse regolarmente disputare...a marzo. 

Al di là dell'aspetto tecnico, ci sono stati tra le due squadre innumerevoli incroci di mercato. Dal tormentone Tozzi Borsoi (accostato alla Salernitana un anno sì e l'altro pure) alla meteora Fanasca, primo acquisto targato Fabiani nell'estate 2007 silurato dopo 10 giorni di allenamento. Nel 2004, però, Aliberti concluse con la Ternana numerosi affari assicurandosi le prestazioni di tre giocatori di spessore: il portiere Brunner (votato per 3 anni di fila come miglior numero uno della B), il difensore Terni e il centrocampista Ferrarese, calciatore di classe cristallina che, durante la festa di presentazione al "Vestuti", definì il pubblico granata "un qualcosa di fantastico, mai vista una roba del genere nella mia carriera". Parole non di poco conto per uno che aveva giocato anche al San Paolo di Napoli. Percorso inverso, invece, per l'idolo del pubblico Giorgio Di Vicino, reduce da un'annata strepitosa sotto la guida di Pioli e capace di battere la Ternana praticamente da solo grazie ad una doppietta meravigliosa che invalidò l'iniziale 0-1 targato Zampagna.

Proprio durante quella festa accadde un qualcosa di toccante. La tifoseria decise di far pace con il presidente Aliberti ("Per la prima volta mi sento presidente della Salernitana" disse piangendo il patron) e chiedeva a gran voce un colpo da 90 per l'attacco intonando un inequivocabile "Borgobello fa gol". Tutti aspettavano il suo arrivo, qualcuno era convinto potesse spuntare sul palco da un momento all'altro, poi Imborgia ruppe il silenzio e lasciò trapelare qualcosa: "Stiamo allestendo una buona squadra. Qualcuno arriverà ancora. Magari Borgobello". Pochi secondi dopo il presentatore, Gianni Novella, chiamò Salvatore Russo, che la Ternana chiedeva in cambio per dare l'ok all'operazione. Il centrocampista salernitano, quasi in lacrime, salutò i tifosi per poi ricevere l'abbraccio di tutta la squadra, un gesto significativo che confermava l'arrivo di Borgobello a Salerno in nome di uno scambio che, paradossalmente, finì per favorire proprio gli umbri.

Russo, a Terni, fece benissimo, l'attaccante invece incappò nella classica annata storta e andò via tra i fischi a gennaio firmando per il Venezia. Sul campo, quell'anno, entrambe le sfide finirono 1-1: al "Liberati" l'ex Ferrarese rispose a Jimenez al 90', a Salerno il gol di Zaniolo fu pareggiato da Salgado, in una sfida che vide i granata recriminare per due rigori solari non concessi dall'arbitro. Storie di un Salernitana-Ternana che non sarà mai una partita come tutte le altre...

 

Gaetano Ferraiuolo