Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

In pochi minuti, qualche frame di un video di un treno in corsa c’è la fine della vita di un ragazzo di soli 16 anni. Questa è la storia di Ciro Ascione che aveva gli occhi grandi e tanta voglia di vivere. Ciro era andato a Napoli in treno, da Arzano, per una seratina con la sua fidanzata. Da poco più di un mese si frequentavano, belli, giovanissimi e innamorati.

Non voleva perdere quel treno. Ma Ciro sabato sera ha perso la vita, aggrappandosi al predellino di quel regionale, che doveva portarlo a casa. Dieci minuti di corsa per arrivare a casa. Alla stazione di Casoria c’era papà Salvatore ad aspettarlo. Pensava di farcela tutta la forza e coraggio dei suoi 16 anni.

Ma la verità sulla sua morte racconta la tragedia, la caduta mentre quel treno corre. Un fotogramma, ripreso dalle telecamere della stazione di piazza Garibaldi a Napoli, fisserebbe Ciro agganciato al predellino del treno Regionale 24397, con le porte chiuse del vagone in partenza. Se arriveranno altri riscontri, Ciro sarebbe morto per un tragico incidente.  Una verità che arriva solo 4 giorni dopo, con il corpo di quel ragazzino pieno di ferite accanto ai binari. Pochi metri e ce l’avrebbe fatta Ciro, in quell’azzardo che gli è costato la vita. Grazie a un frammento delle immagini della video sorveglianza si vede un ragazzo saltare sul convoglio in marcia, restare in bilico per alcuni interminabili minuti. Ma poi la caduta che non gli ha lasciato scampo alcuno.

Un incidente. Anche le ferite ecchimosi riscontrate sul corpo, tagli sarebbero compatibili con la caduta dal treno in corsa. E’ questa la pista ormai accreditata dalla Procura di Aversa-Napoli Nord, che ha coordinato le indagini della 'Omicidi' diretta da Mario Grassia e dal dirigente della  Mobile,Luigi Rinella.

Suo padre Salvatore da sempre aveva escluso, e lo aveva fatto categoricamente, l’ipotesi che Ciro poteva aver deciso di farla finita. Ora il padre vuole vedere quelle immagini, vuole vedere cosa è accaduto a suo figlio negli ultimi minuti della sua vita, così breve.

Adesso saranno le indagini a chiarire come mai nessuno si sia accorto di quel ragazzo attaccato al treno, come sia possibile che nessun dispositivo di sicurezza abbia segnalato quella presenza.

Ciro era un ragazzo come tanti, come si vede dalla sua pagina Facebook: amici, battute. È proprio sulla sua pagina Facebook che in queste ore, si stanno scatenando decine di commenti. In quello scatto è di schiena, cammina sugli scogli costeggiando il mare e ha la testa bassa. Una foto malinconica sotto la quale gli amici della rete, e non, lo stanno salutando per l'ultima volta.