Salerno

Come abbiamo rimarcato più volte, conoscendo il modus operandi di Lotito, Mezzaroma e Fabiani non era affatto da escludere la possibilità di pescare dal cilindro il classico nome a sorpresa, magari dai campionati stranieri così come accaduto nel recente passato con i vari Alex, Roberto, Bus, Faik e Cristea, spesso con risultati non propriamente soddisfacenti. E così, stando a quanto filtra nelle ultime ore, la Salernitana avrebbe messo gli occhi su Joaquim Adao, centrocampista di venticinque anni della nazionale angolana, ma con cittadinanza svizzera che veste attualmente la maglia del Sion. club con il quale ha collezionato oltre cento presenze siglando tre reti in 9 anni. Gli addetti ai lavori lo descrivono come un elemento particolarmente dinamico, bravo a recuperare palloni davanti alla difesa, sportivamente parlando "cattivo", ma non propriamente eccelso dal punto di vista tecnico come confermato anche dai pochissimi gol siglati in carriera. La notizia è stata riportata dall'emittente televisiva SportItalia e sta trovando riscontri con il passare delle ore; basti pensare che l'entourage del calciatore, che da tempo spinge per tentare un'esperienza nel campionato italiano, domani mattina potrebbe essere a Salerno presso la sede del club granata per fare il punto della situazione e limare gli ultimi dettagli.

Si parla di un contratto fino al prossimo 30 giugno con promessa di rinnovo biennale qualora dovesse convincere sul campo, ipotesi che non stuzzica più di tanto la fantasia del procuratore che spingerà sin da subito per un pluriennale. A quel punto non sarebbe totalmente da escludere l'ipotesi di un prestito in serie C per prendere dimestichezza con il nostro campionato, sebbene orientativamente sia l'elemento adatto- per caratteristiche- a sostituire il partente Moses Odjer che, al pari di Della Rocca e Asmah, è stato proposto all'Alessandria, ma piace anche al Lecce. L'eventuale arrivo di Adao non colmerebbe la lacuna a centrocampo: manca ancora un giocatore in grado di dettare i tempi ed illuminare il gioco.

Gaetano Ferraiuolo