Avrebbe causato lesioni gravissime ad un neonato. E' l'accusa dalla quale dovrà difendersi una ginecologa del Rummo, spedita a giudizio in un'indagine del sostituto procuratore Mariilia Capitanio su una vicenda che risale al 2014 ed è relativa alla nascita del bimbo di una coppia di nazionalità rumena.
Secondo la ricostruzione che ne hanno fatto gli inquirenti, nonostante le condizioni della mamma indicassero la necessità di far ricorso ad un cesareo, la paziente, giunta alla quarantesima settimana di gravidanza, sarebbe stata ricoverata in stato di travaglio e le sarebbe stato praticato un parto naturale. Un parto che avrebbe però avuto un'evoluzione irregolare, ecco perchè il piccolo sarebbe stato estratto dal grembo materno con una ventosa, riportando la paresi di un braccio.
Di qui la denuncia dei genitori – sono assistiti dagli avvocati Massimiliano Cornacchione e Rita Tretola – e la chiamata in causa della professionista, difesa dall'avvocato Angelo Leone. Il processo partirà il prossimo 28 giugno dinanzi al giudice Anita Polito.
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