Dalla rifinitura di questa mattina De Zerbi dovrebbe aver sciolto gli ultimi dubbi sulla formazione che inizialmente andrà in campo domani all’Olimpico di Torino. L’impressione è che non si discosti dal lavoro fatto in settimana: 4-3-3 perché Costa ha recuperato proprio in extremis e anche per sfruttare un modulo di gioco diverso da quello che a Bologna ha mostrato qualche crepa in quanto ad interpretazione dei singoli. Saranno, dunque, due moduli speculari a confrontarsi. Il Toro, in attesa di poter fare il 3-5-2 caro a Mazzarri, si schiererà con lo stesso 4-3-3, con Sirigu tra i pali, difesa a quattro con De Silvestri, Burdisso, N’Koulou e Ansaldi, centrocampo con Baselli, Rincon e Obi, trio d’attacco “orfano” di Belotti, ma con Iago Falque, Njang e Ljaicic.
Per le scelte di De Zerbi si va quasi verso un gioco ad eliminazione: Diabatè è rimasto a casa (Puscas pure, ma lui lascerà il giallorosso e andrà a Novara), Sandro sarà ancora seduto in panchina, Djuricic probabilmente verrà buono per il secondo tempo. Stessa considerazione per Pietro Iemmello. Il bomber di Catanzaro smania dalla voglia di scendere in campo, del resto ha giocato davvero poco. Ma anche questa settimana aspetterà il suo momento in panchina. Coda è in perfette condizioni fisiche e merita fiducia. Se valgono le prove fatte in settimana la linea a quattro davanti a Belec (“per me non è in discussione..”, ha detto De Zerbi) sarà formata da Venuti, Billong, Djimsiti e Letizia. In un centrocampo a tre le alternative non sono tantissime, considerato che Sandro non è pronto e Del Pinto è reduce da un piccolo infortunio. Allora Memushaj, Cataldi e Viola. Un centrocampo che sembra bene assortito, con il “fosforo” di Viola, il dinamismo di Cataldi e la tecnica di Memushaj. Anche in avanti le gerarchie sembrano assegnate: Gulherme a destra, Coda in mezzo e D’Alessandro a sinistra. L’ex Atalanta si è allenato bene questa settimana e sembra pronto a far parte dell’undici iniziale. Il ballottaggio con Djuricic potrebbe diventare una sorta di staffetta a metà partita, ma inizialmente Marco dovrebbe averla vinta. De Zerbi confida molto nelle sue volate in una corsia in cui può mandare in crisi il più compassato De Silvestri. E’ inutile dire che il romano è sempre un giocatore che può essere decisivo. Ma dovrà essere tutta la squadra ad azzeccare la partita giusta come contro la Sampdoria. “Senza neanche avere paura di difenderci”, ha ammiccato De Zerbi. Una sana partita da provinciale. Non è proprio tempo di pensare all’estetica.