di Simonetta Ieppariello
Il gran giorno è arrivato: oggi, lunedì 29 gennaio, il mondo del calcio elegge il suo leader, l'erede di Carlo Tavecchio spazzato via dopo il flop mondiale. Questa mattina, presso l'hotel Hilton di Fiumicino, a partire dalle 11.30 (in seconda convocazione, la prima è fissata alle 9,30), si celebrerà l'assemblea elettiva della Figc. Tre i candidati al ruolo di presidente federale: Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi.
Già arrivati molti delegati e diversi dirigenti di spicco, fra cui Marotta per la Juventus e Gandini per la Roma. .
Sono 275 tra uomini e donne che questa mattina proveranno a far uscire il calcio dal guado. Tutto accade 77 giorni dopo l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali con sullo sfondo lo spettro del commissariamento.
L’elezione del nuovo presidente della FIGC è uno dei passi più importanti nel definire l’andamento del movimento calcistico italiano nei prossimi anni: e dato che è un movimento che fino a qui non ha saputo rimanere al passo con i tempi né con le altre maggiori federazioni mondiali, la scelta di oggi è importante e delicata.
Alle ore 14 sono finiti gli interventi dei candidati alla Presidenza ed è iniziato il primo voto che dura circa 40-45 minuti. Il totale delle persone accreditate al voto è di 516.A dispetto degli auspici di un rapido rinnovamento del movimento calcistico italiano dopo la storica esclusione della Nazionale dai Mondiali in Russia.
Il nuovo presidente, chiunque sarà, avrà molto lavoro da fare per togliersi di dosso il pressing di Malagò, che polemicamente diserterà l’assemblea. NOn ci sarà e non esprimerà il suo voto: «Il Coni non partecipa», ha detto il numero uno dello sport italiano. Una cosa è certa il calcio italiano riparte dalla nazionale da ricostruire.
Sibilia vuole Conte magari con Buffon, Tommasi spinge per Ancelotti forse con Maldini, Gravina punterebbe a Ranieri.