di Simonetta Ieppariello
Arriva il commissario (e tocca a Malagò) in Figc. Tre candidati, niente accordo. E così dopo una giornata sfinente Sibilia commenta amaro: "Dopo aver in tutti i modi cercato di raggiungere una convergenza non ci sono condizioni per poter procedere, chiedo quindi ai delegati della Lega nazionale dilettanti di votare scheda bianca". Sibilia aveva proposto a Gravina di fare lui il presidente (con il n.1 dei Dilettanti suo vicevicario) ma Gravina non ha accettato, "evidentemente all'interno ha avuto problemi" ha spiegato il senatore di Forza Italia e già presidente di Forza Italia.
Forse tensioni interne allo schieramento che sostiene Gravina avrebbero detto no. Ora è stata convocata per giovedì alle 15 la riunione della Giunta esecutiva del Coni che dovrebbe sancire l'arrivo del commissario in federcalcio.
Anche la terza votazione per l'elezione del numero uno della Fgic si era chiusa con un nulla di fatto. SI va al ballottaggio tra Cosimo Sibilia che ha ottenuto 202,51 voti, per una percentuale di vantaggio del 39.42%, e Gabriele Gravina che di voti ne ha ottenuti 197,06 per una percentuale del 38,36%. Damiano Tommasi di voti ne ha ottenuti 106,79 cioè il 20,79%. Le schede bianche sono state 1,44 per cento. In questa fase sarebbe stata sufficiente il 50 per cento più uno dei votanti.Dunque ora è ballottaggio all'ultimo voto tra Sibilia e Gravina. Esce di scena Tommasi, candidato che tra i tre di consensi ne ha avuti meno.
Anche nella seconda votazione non era stato eletto il presidente della Federcalcio. Cosimo Sibilia ha ottenuto 206,80 (40,41) Gravina 175,74 (36,29), mentre Tommasi si è fermato a 113,79 (22,23), schede bianche in percentuale di 1,7. Nessuno dei tre candidati ha raggiunto il quorum del 66% come pure in precedenza dove veniva richiesto un quorum più elevato pari al 75%.
Nella prima votazione per il presidente della Federcalcio: Sibilia 209,59 (39,37 per cento) Gravina 188,84 (37,06). Tommasi 113,84 (22,34) schede bianche 6,24 (1,22).
Ad aprire i lavori è stato il presidente uscente Carlo Tavecchio, che ha ricordato gli importanti risultati di politica sportiva e di bilancio raggiunti dalla federazione sotto la sua guida e, al termine del suo discorso, è stato salutato dai presenti con una vera e propria standing ovation: “Dobbiamo ripartire dalle basi solide che abbiamo creato - ha sottolineato Tavecchio - il cambiamento è già in atto e affido a chi verrà dopo di me una federazione vivace nonostante i continui tagli del CONI. Sarà la storia a dire se abbiamo fatto bene".
Terminati gli interventi dei rappresentanti delle componenti, la parola è passata ai tre candidati alla presidenza, che hanno sintetizzato le proposte alla base dei loro programmi. “Sono da 30 anni al servizio di questo mondo – ha dichiarato Gravina - da imprenditore, dove ho portato la squadra di un piccolo paese in Serie B (il Castel di Sangro, ndr), da presidente di Lega, da dirigente federale. Trent'anni di esperienza specifica non sono un limite, ma un requisito necessario. L'obiettivo della federazione è la sostenibilità, senza divisioni, divisori e barriere. Sono pronto a difendere le mie idee con fierezza, resterò in questo mondo a prescindere da come andrà a finire questa giornata. Il nostro calcio deve tornare ad entusiasmare chi lo fa e chi lo segue. Oggi il nostro movimento deve rimettersi in marcia per uscire dal pantano in cui è finito”.
“‘Quanti voti hai?’’ è stata la risposta ad una mancata qualificazione ai Mondiali, io credo che la risposta debba essere un’altra”. Così ha esordito salendo sul palco il presidente dell’AIC Damiano Tommasi per poi spiegare la sua ricetta per il rilancio del calcio italiano: “Questa sala sembra chiusa, ma è molto aperta, abbiamo addosso gli occhi di milioni di tifosi e un dovere nei loro confronti: dobbiamo essere responsabili, dobbiamo far vedere che c'è voglia di cambiare e dare una scossa. E la scossa la danno le persone: noi siamo pronti a prenderci il rischio di impresa. Si vince e si perde, ma si riparte insieme e si costruisce insieme. Io oggi sono candidato a presidente federale, non sono candidato a fare l’ago della bilancia”.
Cosimo Sibilia, numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, ha ribadito alla platea i motivi della sua candidatura: “Voglio ricordare che un anno fa sono stato eletto alla presidenza della Lnd e quindi in Consiglio Federale ci sono da un anno e posso dire, senza essere smentito, che in questo tavolo sono il più nuovo in assoluto. Ho sempre voluto e proposto un accordo e negli ultimi giorni ho visto più Gravina e Tommasi che i miei figli per raggiungere questo obiettivo. Sono stato definito il candidato di qualcuno, ma lo sono solo della Lega Nazionale Dilettanti, che mi ha candidato all'unanimità”.