Nel corso di Ottogol è intervenuto il presidente Vigorito che ha voluto fare chiarezza sulle varie polemiche nate in seguito a delle sue dichiarazioni rilasciate a una emittente radiofonica: “Vorrei fare chiarezza perché due sono le soluzioni: o ho detto qualcosa senza rendermene conto, o qualcuno ha preso quelle parole senza valutare tutto il discorso con il solo intento di fare polemica. Sto facendo una campagna acquisti con una difficoltà enorme perché non tutti sono propensi ad addossarsi le responsabilità di una retrocessione. Al termine di una giornata molto dura mi hanno chiamato i tifosi del Nord attraverso una trasmissione radiofonica, tra l'altro il giorno dopo l'esposizione di diversi striscioni dinanzi alla sede della società. Tutti hanno il diritto di dire ciò che vogliono, a patto che resti nell'ambito sportivo. Fare allusioni sulla capacità gestionale o invitare chi gestisce a circondarsi di altre persone, non fa certo piacere ai diretti interessanti. Si sta creando un'atmosfera nei confronti dei calciatori e della società che rende ancora più difficile il mercato. La nostra è una splendida tifoseria, l'ho sempre detto. Si fa apprezzare da tutti. Se ho detto che non sta vicino alla squadra è perché, almeno che non sia diventato cieco o sordo, i vari slogan “solo per la maglia”, “andate via” ecc. crea una spaccatura evidente con i calciatori. E' giusto contestare, ma se in questo momento vogliamo sfruttare l'1% di possibilità di salvezza, dobbiamo sostenerli al meglio. Gli stessi commenti negativi nei confronti di Belec non fanno altro che rendere nervoso un alteta che deve scendere in campo.
"La stagione degli striscioni l'abbiamo già vissuta e se ricordate bene ha portato a una grossa contestazione che ha messo in crisi l'attività calcistica. Dare l'idea al mondo del calcio di essere divisi non aiuta nessuno. Certi commenti non fanno affatto piacere, soprattutto per un presidente che in dodici anni ha portato la squadra dalla C2 alla serie A. Come mi tengo il bello mi tengo anche il brutto. I 2500 di Bologna sono stati uno spettacolo. La vicinanza, però, non è solo andare allo stadio, ma di sostenere i calciatori anche quando sono in difficoltà. Il sottoscritto è il primo a essere mortificato, ma non possiamo scendere noi in campo.
"Eppure non restiamo con le mani in mano, ma stiamo cercando di andare avanti a suon di milioni per cercare di migliorare la squadra. Anche oggi a Roma ho avuto diversi contatti, tra cui con De Laurentiis. Magari non sarà un mercato di qualità, ma se non ci uniamo e non ci crediamo veramente, come possono farlo quelli che giocano? Siamo con un piede e mezzo in B e ritengo inutile contestare in questo momento. Ancora oggi mi sento dire che ho fatto fare la fila sotto il sole alla gente, ma un altro metodo per vendere gli abbonamenti non lo conosco. Abbiamo chiesto scusa, ma ora che vogliamo fare, la questione del peccato originale? Aver fatto la giornata giallorossa è diventato quasi un peccato mortale. Era preventivata. Sicuramente sono stati penalizzati gli abbonati e mi dispiace molto. Ho pensato che, siccome ci sarà un grande afflusso di napoletani, sarebbe stato giusto incassare qualcosa in più. Non è una vergogna per una società che sta spendendo fior di milioni in sede di mercato.
"E' evidente che qualcuno approfitta di qualche passo falso per cominciare a fare polemiche. Non c'è volontà di dire che vado via o meno, ma diventa difficile operare in questo modo. Potete mai pensare che non apprezzi vedere tremila persone a Bologna? Però a quei tifosi che si fanno applaudire in tutta Italia ho chiesto di aiutare la squadra.
"Non è molto simpatico dire che la società è in confusione. Non faccio polemiche, ma certe cose dispiacciono anche perché non ho mai mancato di rispetto. Ci tengo a ribadire che lo stesso calore che mettono nel mostrare il petto in fuori dicendo che sono sanniti, dovrebbero farlo anche sostenendo una squadra che indossa i colori giallorossi, altrimenti se facessi come loro dovrei ritirare la squadra. Stiamo facendo brutte figure e io prima di loro. Il sottoscritto, però, non molla. Dobbiamo essere più propositivi. Sono uno che ci crede ancora, talmente tanto che sono 15 giorni che non dormo. E' probabile che retrocederemo, ma ci stiamo mettendo la faccia. Questo è il giocattolo di tutti noi e ne sono così responsabile che quando mi viene voglia di sbattere la porta non lo faccio. Cerco di capire la sconfitta e di ripartire, senza dare la colpa agli altri ma solo a me stesso. Nessuno può mettere in dubbio il mio trasporto verso questa tifoseria. Siamo arrivati in vetta troppo in fretta e adesso stiamo facendo di tutto per rimanerci. Dobbiamo essere più pazienti e avere la capacità di perdonare gli errori. Non c'è malafede, altrimenti non durerei neanche un attimo a stare dove sto. Se si è capita un'altra cosa chiedo scusa. Siete grandi quando fate le cose: fatelo anche sostenendo questi ragazzi.
Il mercato? Avevo chiuso per Skorupsky. Sembrava tutto fatto, ma oggi il calciatore ha rifiutato di venire".