Si è conteso la palma di migliore in campo con Raffaele Pucino, autore del gol del momentaneo ed illusorio 2-1 granata, ma anche della disattenzione che ha permesso a Signori di siglare la rete dell'1-1. Alla fine abbiamo premiato Joseph Minala, calciatore che si conferma assolutamente determinante nell'economia del gioco granata e che da tempo non sfornava una prestazione del genere. Sarà per la voglia di riscattare la pessima prova offerta in questo stadio l'anno scorso (con tanto di espulsione a metà ripresa), sarà per la voglia matta di convincere Colantuono dopo le insufficienze delle precedenti gare, ma il mediano scuola Lazio è tornato ad essere quel calciatore che ha saputo conquistare l'intera tifoseria granata prevalendo su quell'incomprensibile scetticismo che aveva accompagnato il suo arrivo a Salerno. Per nulla aiutato da un Signorelli sempre più anonimo e mai nel vivo della manovra, Minala ha saputo prendere per mano i compagni confermando di trovarsi più a suo agio se impiegato davanti alla difesa, laddove ha rappresentato una diga insormontabile per gli avversari. Non si contano i palloni recuperati, belle anche alcune aperture di prima intenzione che hanno favorito le scorribande esterne di Palombi e Sprocati, splendidi due disimpegni in scioltezza che hanno strappato applausi anche al pubblico locale. Nel finale, quando c'è stato da soffrire, Minala è stato il primo a caricare la squadra spronando ogni singolo calciatore, addirittura fungendo da "pompiere" quando ha preso in disparte un nervoso Zito invitandolo a calmarsi per evitare la seconda ammonizione. Quasi in lacrime dopo il gol del vantaggio della Salernitana, l'ex Bari e Latina ha lasciato il campo stremato, ma visibilmente soddisfatto per la prova offerta a Terni: è lui uno dei pochi elementi davvero insostituibili dell'undici titolare, sicuramente la sosta e il turno di riposo per squalifica gli hanno permesso di ricaricare le batterie e tornare ad essere il leone del centrocampo granata.
Gaetano Ferraiuolo