Salerno

Si chiude senza botto e con tanti rimpianti il mercato invernale della Salernitana. Al netto delle dichiarazioni della dirigenza e della società, il tecnico Stefano Colantuono (che aveva richiesto elementi importanti) si ritroverà con un giovane di belle speranze in attacco, un difensore proveniente dalla serie C e un altro centrale di maggiore esperienza, ma senza Gatto, Rodriguez, Alex, Perico, Kadi, Rizzo, Cicerelli e Bernardini, cui caso è stato gestito da tutte le componenti nel peggiore dei modi. Se la speranza era quella di lottare per i play off, oggi possiamo dire- sperando di essere smentiti dal campo- che il ridimensionamento paventato in estate e confermato da Bollini in quella famosa conferenza stampa sta prendendo sempre più corpo, dal momento che tanti club cadetti hanno messo concretamente mano al portafoglio rivoluzionando e rinforzando le rose. Chi vuole per davvero provare almeno a vincere non solo investe, ma soprattutto non si riduce alle ultime 24 ore per colmare lacune che restano: la Salernitana giocherà il girone di ritorno senza un portiere d'esperienza, un centrocampista di qualità e un bomber di razza, con un allenatore che gioca con due punte e ne avrà soltanto tre a disposizione, due delle quali con la mente già proiettata alla Lazio e uno, Bocalon, che sin qui ha rappresentato una delle delusioni più grosse. 

Ancora una volta non c'è stato, almeno sulla carta, l'auspicato salto di qualità. E non si venga a dire che la permanenza di Della Rocca, il no alle richieste per calciatori importanti e il rientro di Orlando rappresentano i veri colpi di gennaio: la Salernitana (tredicesima per monte ingaggi), per competere almeno alla pari con le altre, doveva rinforzare la rosa in modo diverso, mettendo a disposizione della dirigenza un budget superiore. A Lotito e Mezzaroma sarà lecito chiedere come mai siano stati mandati via gran parte degli elementi estivi, perchè non sia stato preso un grande attaccante e perchè, ancora una volta, a gennaio si sia dato maggiore spazio alle cessioni piuttosto che agli arrivi. Sarà davvero dura, per la piazza, digerire un campionato senza grosse ambizioni. Si arrivasse, nella migliore delle ipotesi, all'agognato ottavo posto come si potrebbe mai competere con Parma, Empoli, Palermo, Frosinone, Spezia, Bari e tanti altri club decisamente più forti? Potrà essere ancora colpa del pubblico che sabato prossimo si farà fatica ad arrivare a settemila spettatori? Per scuotere la piazza, per allontanare il fantasma del "galleggiamento" bisognava lanciare un segnale che, purtroppo, non è arrivato. 

Sia chiaro: Monaco è un buon difensore centrale, Casasola è un ragazzo di prospettiva e in rosa ci sono elementi di qualità e richiesti anche da club di categoria superiore. Restano, però, tanti punti interrogativi: dalla partenza di Alex (bocciato da Colantuono, era stato tra i migliori) al mancato arrivo di un attaccante dopo la partenza di Rodriguez passando per la gestione, come detto, del caso Bernardini, per la permanenza di un Rosina bocciato pubblicamente da Lotito, per l'assenza di colpi ad effetto che potessero effettivamente far capire che la Salernitana c'era. A questo punto, sperando che le cose vadano diversamente, si conquistino quanto prima questi benedetti 20 punti, poi in estate si faccia definitivamente chiarezza su programmi ed obiettivi allestendo una rosa all'altezza delle aspettative di una piazza profondamente delusa e che, in parte, annuncia diserzione ad oltranza.

Gaetano Ferraiuolo