Napoli

Individuati mandanti e autori di omicidi di camorra consumati durante la faida di Scampia del 2012.  27 morti in una faida sanguinaria scandita da agguati feroci, con tanto di bombe a mano lanciate nei condomini e che ha visto contrapporsi il gruppo Vanella Grassi e il cartello degli Abete-Abbinante-Notturno, entrambi attivi nella gestione delle piazze di spaccio di Scampia. Terreno di scontro fu il predominio sul lotto G, un insediamento di edilizia popolare all'epoca sotto il controllo della Vanella Grassi.I carabinieri a Napoli hanno arrestato 8 persone accusate di reati aggravati da finalità mafiose che vanno da omicidi a lesioni personali aggravate e alla detenzione e porto illegale di armi e munizioni e bombe  a mano.

In manette il boss Arcangelo Abbinante e figure di spicco come Salvatore Baldassarre, Ciro Barretta, Antonio Bastone, Raffaele Mincione, Giuseppe Montanera, Pietro Polverino e Anna Ursillo.

Sono stati individuati mandanti e autori di due omicidi: quelli di Rosario Tripicchio e  Roberto Ursillo.

Tripicchio era stato luogotenente di Antonio Bastone e si era successivamente 'girato'. Bastone avrebbe quindi persuaso Arcangelo Abbinante a ucciderlo per vendicarsi .

I sicari venuti a conoscenza della casa nella quale si era nascosto Tripicchio e si appostarono all'esterno, uccidendolo  a colpi d'arma da fuoco mentre saliva su una vettura. L'altro omicidio è quello di Roberto Ursillo, parente e affiliato di Antonio Bastone, ucciso a Chiaiano, quartiere Nord di Napoli il 17 settembre 2012 da un commando della Vanella Grassi.

L’operazione ha fatto luce anche su due inquietanti episodi: il lancio di alcune bombe a mano da parte degli Abete-Abbinante-Notturno il 15 dicembre 2012: la prima fu lanciata in un cortile delle case celesti, un insediamento popolare al confine con Secondigliano, e non esplose per un malfunzionamento; la seconda bomba a mano venne lanciata poco dopo nel cortile del Lotto G e il suo scoppio provocò il ferimento di due minorenni e il danneggiamento di nove auto. Si sfiorò la strage e il cartello perse l’appoggio della gente comune che si rese conto della spietatezza dei clan pronti ad uccidere tutti, chiunque, innocenti, per il potere.