Avellino

Quattro giorni di ricovero, un intervento molto delicato che cambia completamente la tua prospettiva della vita e scoprire una sanità buona quella che funziona. Questa è la storia di Francesca che lo scorso 10 gennaio è stata sottoposta ad una isterectomia totale. Quattro i giorni necessari per l’intervento programmato in anticipo, che si era reso necessario, indispensabile.

«Il giorno che sono entrata in ospedale è stato il più brutto della mia vita, poi però in reparto sono rinata grazie alla grandissima professionalità di medici, infermieri e assistenti che hanno trasformato la mia degenza nel modo migliore per affrontare una prova così dura che la vita mi ha riservato. Voglio ringraziare tutti per quanto vissuto e per come l’ho vissuto. Con ogni persona che lavora nel reparto di ginecologia ho potuto avere forza e incoraggiamento, senza contare l’alta professionalità e specialità che il nostro ospedale garantisce a migliaia di malati. Sento e leggo sempre storie di cattiva sanità, assenza di cure, reale vicinanza al malato e i suoi bisogni. La mia storia testimonia una altra esperienza, molto diversa. Anche prima di addormentarmi prima di un intervento così invasivo sul corpo di una donna, ogni medico e infermiere, operatore del reparto è riuscito ad assistermi con competenza e umanità rendendomi serena nell’affrontare tutto, ogni fase.

Per questo voglio ringraziare tutti. Se dimentico qualche nome me ne scuso, di cuore. Ma la mia emozione è tanta nell’essere stata così fortunata dall’aver incontrare persone così competenti e buone. Sono commossa nel ricordare come siano riusciti a farmi sentire a mio agio, a farmi superare i momenti più bui. Ecco l’elenco dei nomi di chi mi piace definire angeli, perchè un angelo è una presenza buona, positiva, che ti sostiene.

Grazie al mio medico Struzziero Elisiario , alla sua equipe Maria Antonietta Castaldi, Caterina Grasso, Mafalda Vassallo. Non dimenticherò mai i loro occhi prima che io li chiudessi prima di essere operata. Grazie ad Andrea Torretta, l’anestesista, che mi ha accarezzato prima che gli occhi li chiudessi. E un grazie speciale alle infermiere, donne come me, che hanno saputo rassicurarmi facendomi riflettere sul senso vero della vita e sull’importanza del non avere paura: Rosaria Grippo, Carmela Caliendo, Cristina Bruno e tutto lo staff del reparto di ginecologia che con tatto, cuore ed eleganza mi hanno rassicurato come fossi la sorella di ognuno di loro. Il nostro ospedale è una immensa risorsa, da tutelare e su cui vigilare perchè ognuno di noi in quella struttura, purtroppo, a volte trova una casa e una nuova famiglia per essere curato».