Benevento

(effe) - “Una difficoltà sorta in maniera improvvisa, sicuramente interverremo in tempi brevissimi corrispondendo alla Gesesa quanto ci ha chiesto”.

Un fulmine a ciel sereno, dunque, ritrovarsi in azienda (parliamo della Trotta mobility, titolare del trasporto pubblico del capoluogo sannita) i tecnici del gestore idrico che ti staccano i contatori (e li sigillano) per un credito inevaso di 60-70mila euro.

A dirlo non è uno qualsiasi ma il direttore tecnico della Trotta a Benevento, Francesco Volpe. Ora, se a questo si aggiunge che il Durc (documento unico di regolarità contributiva) risulta bloccato per 200mila euro di contributi non versati all'Inail, poco più che “una sciocchezza, una distrazione amministrativa” secondo i commenti dell'assessore Luigi Ambrosone, la domanda è: siamo di fronte a una vertenza o una macchietta?

La gestione di un servizio tanto delicato è poco più di un copione da teatrino, scritto pure male, visto che a farne le spese (dopo aver patito un fallimento dell'Amts) sono 90 dipendenti, carne viva, famiglie.

Non risulti offensivo, ma pure il palcoscenico scelto, se questi sono i pareri degli attori protagonisti, dovrebbe essere un altro non certo la Prefettura, luogo simbolo della serietà e rigore delle Istituzioni.

Uno si ferma per carità di patria, ma al tirar delle somme si sono capite alcune cose dopo la riunione di corso Garibaldi: i dipendenti non avranno gli stipendi prima di 15 giorni se l'azienda non li anticipa in qualche modo; lo stabilimento della Trotta bus in via Santa Colomba è a rischio chiusura (se l'Asl si accorge che manca l'acqua è un atto dovuto) visto che avendo 60mila euro contanti l'azienda (ovviamente si suppone ndr) avrebbe pagato gli stipendi; l'incasso di un mega parcheggio in via Pomerio viene sistematicamente ignorato tanto che la stessa amministrazione comunale è stata costretta ad un cartellino giallo, una disperata messa in mora per sollecitare l'esclusivista immaginata a occuparsi della struttura costata tanto denaro pubblico.

Cos'altro? Beh, se tutto questo non basta, va ricordato che siamo a 4 mesi da una precedente crisi replicata in fotocopia, con il giallo dei 90mila euro circa che la Trotta incassa ogni mese per la gestione degli stalli in tutta la città. Quelli finiscono in spesa corrente, bollette e stipendi esclusi, naturalmente. Insomma, speriamo che i vertici della Trotta non perdano mai la voglia di aiutare (magari divertendosi) la città di Benevento: non sia mai che il Comune venga costretto a fare voti presso la Regione per essere inserito in una gara seria e far gestire i propri trasporti da qualche colosso nazionale, scelto tra chi è veramente capace di investire e migliorare il servizio: il 60 per cento delle persone che viaggiano senza pagare il biglietto se ne avrebbero a male. Sicuramente.