Hanno mandato in frantumi il vetro di una finestra posta sul retro dell'immobile; poi, hanno percorso il controsoffitto, probabilmente seguendo il percorso dei tubi, e, una volta giunti all'altezza della macchina del caffè, hanno sfondato un pannello in polistirolo. Il varco creato per calarsi dall'alto all'interno del bar dell'ospedale Rummo.
I ladri l'hanno 'visitato' nel cuore della notte: una volta all'interno dell'attività commerciale, ogni giorno frequentata da centinaia di persone, si sono dedicati soltanto al registratore di cassa, dal quale – secondo una prima stima – hanno prelevato poche decine di euro, lasciando al loro posto, per fortuna, prodotti e attrezzature.
L'allarme è scattato questa mattina, alla riapertura, quando sono stati scoperti i ''segni' dell'incursione. Lavoro per le forze dell'ordine, attenzione puntata sulle immagini che potrebbero essere state fissate dal sistema di videosorveglianza di cui il bar è dotato: fotogrammi che potrebbero risultare utili per risalire agli autori del colpo.
L'episodio si aggiunge a quelli già rimbalzati all'onore delle cronache – nei giorni scorsi la stessa sorte era toccata ad un altro punto di ritrovo nella zona delle Poste -, con raid che hanno interessato anche le abitazioni, in città ed in provincia. Ovunque le stesse scene, lo stesso sconcerto delle vittime nel dover fare i conti con la violazione dell'intimità domestica.
Fenomeni criminosi che, al di là delle rassicurazioni, interessate, sparse a piene mani, proseguono senza soluzione di continuità. E sono accompagnati, in alcuni casi, da picchi di violenza che inevitabilmente preoccupano. Come è accaduto, all'inizio della settimana, ad Amorosi. Teatro di una rapina messa a segno da un commando, armato fino ai denti, che ha terrorizzato una famiglia ed alcuni loro ospiti. Banditi incappucciati che si sono lasciati alle spalle una lunga scia di paura e le botte rifilate ad un 60enne, costretto a far ricorso alle cure dei medici. Una pagina inquietante.
Esp