Salerno

Disertare l'Arechi in segno di protesta o riempire lo stadio per sostenere una squadra in difficoltà? E' questo l'amletico dilemma che affligge buona parte della tifoseria granata, progressivamente allontanatasi dai gradoni anche a causa di un mercato che non ha soddisfatto le aspettative generali. Contro il Carpi si è registrato il minimo storico in B della gestione Lotito-Mezzaroma: appena seimila persone, 2500 paganti e spalti vuoti in tutti i settori, un po' come accadeva ai tempi della Seconda Divisione. In merito riceviamo e pubblichiamo la lettera di Enzo Lodato, grandissimo tifoso della Salernitana che, con frequenza, interagisce con noi dimostrando un amore incredibile nei confronti dei granata: "Anzitutto sono ancora molto amareggiato per la sconfitta casalinga di sabato scorso: vedere tutta quella gente sotto la pioggia e una squadra che nel finale non ha lottato mi ha ferito come tifoso che fa sacrifici per acquistare ogni anno l'abbonamento. Non voglio essere uno di quelli che dice "Io l'avevo detto", ma le mie perplessità sull'attuale gestione societaria le ho espresse sin dal campionato vinto in Prima Divisione, quando non vedevo una programmazione ambiziosa come merita una piazza come la nostra, un pubblico che ha potenzialità da Champions. L'arrivo di Colantuono non mi aveva entusiasmato: con quei soldi era meglio prendere un grande centrocampista e un portiere affidabile. Il mio intervento di oggi, però, non è basato sul dato tecnico, ma sulla componente ambientale: leggo che in tantissimi vogliono disertare l'Arechi, lasciare sola la squadra in segno di protesta, lanciare un messaggio alla società. Io, che sono arrabbiato e dispiaciuto come e più di loro, domando loro: a cosa serve?

Ormai la squadra è questa, il mercato è finito, la classifica è precaria e solo sfruttando il fattore Arechi potremo salvarci. Lasciare lo stadio vuoto non danneggia Lotito e Mezzaroma, ma la nostra Salernitana. Davvero vogliamo rischiare di retrocedere? Il segnale più forte sarebbe quello di essere in 15-20mila ogni sabato, spingere la squadra alla vittoria e poi, eventualmente, contestare a giugno, una volta raggiunto l'obiettivo. Personalmente sono uno di quei "malati" a cui basta vedere una maglia granata in campo per emozionarsi e piangere come un bambino per un gol all'ultimo minuto. Lo ripeto ancora: se vogliamo evitare brutte sorprese, è fondamentale rappresentare la forza della Salernitana e trasformare il nostro stadio in un fortino. Che senso ha ora recriminare per gli errori di Fabiani, per le "papere" dei portieri o per l'assenza di un bomber? La rosa è questa e, tra mille incertezze, c'è una certezza: il pubblico. Quando vogliamo possiamo fare la differenza. Spero che il mio appello sarà recepito: contro la Pro Vercelli sarò regolarmente al mio posto a prescindere dal risultato di Pescara. Ora e sempre forza Salernitana".

Gaetano Ferraiuolo