Negli studi di Ottogol è intervenuto come ospite l'estremo difensore Christian Puggioni. L'ex Sampdoria ha parlato della scelta che l'ha portato a vestire la maglia giallorossa e delle ambizioni del Benevento con l'esperienza che lo contraddistingue: “Quando sono arrivato non ho guardato la classifica, altrimenti non sarei neanche partito. Sono rimasto colpito dalla voglia del nostro presidente di non lasciare nulla d'intentato. Io ho partecipato alla miracolosa salvezza della Reggina e vi assicuro che tutti ci davano già per spacciati, quindi raggiungere certi traguardi equivale a uno scudetto. E' giusto parlare di 15 finali. Bisogna partire con lo spirito che ogni partita può darci qualcosa. Se non riusciremo a centrare la salvezza, avremo comunque costruito qualcosa e sono certo che la gente sarà contenta perché chi li ha rappresentati ha sudato la maglia. Il mio trasferimento? Era quasi impossibile farmi muovere da Genova, città nella quale sono nato. Il presidente è stato bravo perché ha puntato soprattutto sull'uomo. Mi ha detto scherzando che se siamo in questa situazione è anche colpa mia, perché se non avessi fatto la parata su Coda all'andata il campionato sarebbe andato in maniera diversa. Quando un uomo come lui si muove così non può che affascinarti”.
DERBY - “Affrontare il Napoli è sempre difficoltoso perché sei costretto a un sacrificio energetico pazzesco. Impostano un possesso palla asfissiante che ti fa anche innervosire. Hanno la consapevolezza di non avere fretta e cercano il momento giusto per imbucare. Noi siamo stati bravi a chiudere gli spazi e ad avere la qualità per uscire fuori con il fraseggio. Questo aspetto ci ha aperto delle praterie, ma non siamo stati bravi a capitalizzare. E' una prestazione che dà morale e getta delle basi positive. Oltre a questo aspetto, la classifica chiama altro e dovremo essere bravi a riuscire a conquistare qualcosa di straordinario. La qualità c'è, ma il tempo adesso è un nostro nemico. Il fallo di Djimsiti su Mertens? Ha provato a prendere il pallone. Questo è il calcio, cerchiamo di vincere al di là dell'avversaria che abbiamo di fronte. Definirlo un killer è sbagliato”.
TIFO - “Ho tanti amici tifosi della Sampdoria e quando sono venuti qui mi hanno raccontato il proprio entusiasmo per lo stadio e per il tifo. Ricevere tanti attestati di stima da una tifoseria come quella blucerchiata è importante. Anche nel derby ha cantato sempre la Curva Sud, nonostante la posizione in classifica avvertivo tanto entusiasmo e voglia di restare in serie A".
DJURICIC - “A Genova Giampaolo non lo vedeva bene. Ha grande qualità, ma gli è mancata un po' di continuità. A me piace molto. Può fare la differenza".
ROMA - “Poche settimane fa con la Sampdoria ho vinto all'Olimpico. Nel calcio tutto è possibile. Non bisogna mai rischiare e colpire al momento giusto. Finché c'è questa tifoseria e questo presidente, il futuro è più che roseo”.
Ical