Benevento

Iniziare sì, ma da dove? Quale può essere il punto di partenza delle indagini sul doppio incendio scatenato al Rummo nella notte tra domenica e lunedì? Un episodio gravissimo che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche, per fortuna evitate. La paura è passata, di certo non l'insopprimibile necessità di far luce sull'accaduto. Per capire quante mani abbiano appiccato il fuoco, e perchè l'abbiano fatto, in due stanze, adibite anche a deposito temporaneo di rifiuti ospedalieri da smaltire, al terzo ed al quarto piano del padiglione Emergenza. Una bruttissima storia che inevitabilmente rimanda, per la complessità del quadro in cui è maturata, a più di una pista.

Se appare davvero complicato, ma ovviamente non impossibile, pensare che attraverso le fiamme sia stato lanciato un 'avvertimento' all'impresa che in un'ala della struttura sta eseguendo dei lavori, o che ad entrare in azione sia stato un folle e basta, ecco allora che all'orizzonte investigativo si profila l'ipotesi di un gesto con una matrice endogena; legata, cioè, a possibili contrasti che potrebbero essere sorti all'interno di una macchina tanto delicata ed importante come l'azienda ospedaliera.

La voglia di vendetta coltivata da qualcuno che si è sentito tagliato fuori, magari da una determinata decisione, o un progetto elaborato con l'obiettivo di dimostrare che le cose non funzionano come dovrebbero?

Interrogativi che restano sospesi, ma non potranno esserlo a lungo. Perchè, se la sicurezza, e la percezione che ne hanno i cittadini al di là dell'aridità delle statistiche, è un fattore fondamentale nella crescita di una comunità e di un territorio, lo è ancora di più in un posto popolato da quanti ci lavorano o sono stati costretti a restarvi per ragioni di salute. Pazienti che hanno bisogno di tranquillità e di non aggiungere, ai loro, ulteriori momenti di preoccupazione dettati dall'ambiente nel quale si trovano. I vigliacchi che hanno colpito – difficile che ad agire, correndo lungo le scale tra i due piani, sia stata una sola persona – e sono poi fuggiti, hanno dimostrato una conoscenza logistica non comune.

Elementi da approfondire per venire a capo di una vicenda inquietante che non può finire confinata nel mistero. Sarebbe il regalo migliore per i responsabili di una pagina di cronaca che ha avuto un'eco fortissima nell'opinione pubblica. Che ora attende, e spera, di sapere chi, in una notte di febbraio, ha provato a seminare il terrore.

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