Durante la trasmissione “Granatissimi” in onda ogni martedì su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) è intervenuto Giovanni Pisano, doppio ex della sfida in programma sabato pomeriggio allo stadio Adriatico tra Salernitana e Pescara. Ecco le sue dichiarazioni, alcune particolarmente interessanti e significative:
Stadio vuoto, minimo storico e fuga dagli spalti: cosa prova un calciatore che ha vissuto l’Arechi degli anni d’oro?
“Mi rattrista moltissimo leggere i numeri sulle presenze all’Arechi. Contro il Venezia in casa ero allo stadio e c’era un pubblico molto freddo, c’è qualcosa che non va nel rapporto con Lotito e con la società in generale. Non avere programmi chiari ed obiettivi definiti allontana la gente, se poi aggiungiamo questi risultati altalenanti possiamo ben capire che il tifoso inizia a temere di non poter lottare per qualcosa di importante. 7-8mila all’epoca li facevamo per gli allenamenti del giovedì, oggi invece si fatica ad arrivare seimila spettatori”.
Quanto potrebbe essere importante riproporre qualche “vecchia gloria” nello staff dirigenziale?
“In questo momento c’è una società che ha il suo staff e i suoi dirigenti di riferimento, ma sicuramente avere qualcuno di noi all’interno potrebbe essere importante anche per la tifoseria che, ricordando quello che ha condiviso con noi, ritroverebbe l’entusiasmo giusto. Sto vivendo questo momento storico della Salernitana con tanta tristezza: negli anni Novanta la simbiosi con il pubblico ha fatto la differenza, all’Arechi si giocava davvero in dodici e si partiva 1-0 contro ogni avversario. Sentivamo addosso la maglia granata come una seconda pelle, la gente si identificava in noi e noi in loro. Sinceramente sono molto deluso: Salerno è la mia seconda casa, sarebbe opportuno avere programmi chiari. La gente vuole vedere un bel calcio e lottare per qualcosa di importante, l’anonimato può allontanare il pubblico”.
Tornando all’attualità, ti aspettavi il cambio di guida tecnica a gennaio?
“Per un allenatore parlano i risultati, con Bollini c’era poca continuità e la squadra era sempre costretta ad inseguire. Con Colantuono però non è cambiato assolutamente nulla”.
Forse manca un bomber alla Pisano…
“Non sto seguendo moltissimo la Salernitana per impegni personali, ma secondo me il problema non è soltanto il reparto offensivo. Vedendo la partita col Venezia le occasioni ci sono state e la Salernitana ha segnato tre gol in un tempo. Il problema è di natura diversa: ci vogliono fondamenta, organizzazione e progetti, cose che non vedo dall’inizio del campionato. Sicuramente con una punta da doppia cifra il discorso poteva comunque essere diverso”.
Che partita ti aspetti sabato prossimo?
“All’andata ho visto la gara dal vivo e ho rivisto nel Pescara il credo della Salernitana di Delio Rossi. I biancazzurri ,obiettivamente, dominarono la partita fino al 75’, poi i granata hanno pareggiato 2-2 grazie alla spinta dei tifosi. Non bisogna dare la possibilità di giocare al Pescara, se li sai aggredire puoi creare molti problemi anche giocando in trasferta. Viceversa rischi di soffrire moltissimo”.
Hai lavorato nel settore giovanile granata, come mai in questi anni nessun calciatore è stato pronto per la prima squadra?
“Non si investe nel settore giovanile, non si spende una lira per un giocatore importante e quindi bisogna fare di necessità virtù. Non voglio parlare dell’annata in cui ero lì, ma senza investimenti non si va da nessuna parte. Non capisco perché la Salernitana, contrariamente a quanto accade con la Lazio, non lo faccia. Non va bene, la Salernitana merita tutto il rispetto e la considerazione da parte di Lotito, anche più della Lazio per la piazza che rappresenta”.
Gaetano Ferraiuolo