Lei è stata condannata, il figlio assolto. E' la sentenza pronunciata dal giudice Flavio Cusani, riconosciuta l'attenuante della modica quantità sollecitata dalla difesa, al termine del rito abbreviato a carico di Chiara Fierro, 54 anni, ed Alessandro Bocchini, 23 anni, di San Giorgio del Sannio, accusati di coltivazione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. In particolare, la condanna ad 1 anno, pena sospesa, è stata decisa per la donna, mentre il giovane è stato assolto perchè il fatto non sussiste.
Assistiti dall'avvocato Claudio Fusco, i due imputati erano stati arrestati dai carabinieri della Stazione sangiorgese nel settembre 2017: epilogo di una perquisizione che si era conclusa con il sequestro di dieci piante di cannabis indica alte più di un metro, rinvenute in un terreno; e di due piante di cannabis, un chilo di foglie di marijuana in fase di essiccazione custodite in sacchetti di nylon, un grinder utilizzato per triturare la sostanza stupefacente, un vasetto di marijuana già trattata e sminuzzata e cinque barattoli di fertilizzante che erano invece stati scovati nell'appartamento.
Entrambi erano stati sottoposti ai domiciliari, ma il gip Loredana Camerlengo li aveva rimessi in libertà dopo l'udienza di convalida. Un appuntamento nel corso del quale l'allora 53enne, dopo aver escluso qualsiasi tipo di responsabilità a carico del figlio, arrivato il giorno in cui i militari le avevano 'fatto visita', aveva respinto ogni addebito rispetto alle dieci piante trovate in un fondo che si trova nelle vicinanze non solo della sua, ma anche di altre abitazioni che sorgono nella zona. Ed aveva ammesso l'uso personale del resto della 'roba' che era in casa. Questa mattina la celebrazione del giudizio abbreviato, che, in caso di condanna, prevede la riduzione di un terzo della pena.
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