Sarà in servizio in Nepal per aiutare i bisognosi e per effettuare verifiche specifiche sulla staticità di edifici e monumenti a Kathmandu, nel cuore del disastro che conta 4500 vittime, Ciro Bolognese, ingegnere e uno dei massimi esperti di sismologia italiani. Ciro Bolognese orgoglio di Irpinia nei soccorsi in Nepal, sarà impegnato da oggi in una missione internazionale per i prossimi 15 giorni.
Il Nepal come il terremoto de L'Aquila. Ciro torna in prima linea a far fronte di territori devastati dal sisma. Non è la prima Volta che l'ingegnere Bolognese raggiunge territori martoriati e in preda alla violenza della forza della natura.
Classe 1973, Bolognese era in prima linea a L'Aquila e in Emilia Romagna. «No, non si tratta solo di un esperto - racconta l'amico e collega Mario Bellizzi -. Ciro è un vigile del fuoco di razza, sarà imprima linea in ogni emergenza. Fa parte di noi. No, non siamo supereroi, ma chi decide di fare questo lavoro ha fatto una scelta di vita che sente dal profondo. E' un istinto quello di aiutare qualsiasi persone in qualsiasi condizione di pericolo o difficoltà. Fa parte di noi, lo facciamo in ogni momento della nostra vita». I colleghi salutano il loro conterraneo e collega gridandogli in coro: siamo orgogliosi di te. Bolognese è partito ieri pomeriggio per l'aeroporto di Pratica di Mare. E' uno dei massimi esperti di sismologia italiani ed è altamente specializzato nella messa in sicurezza dei beni architettonici e monumentali.
E' attualmente vicecomandante dei vigili del fuoco di Alessandria. Il funzionario raggiungerà il Nepal nella giornata di domani con un volo militare, insieme ad altri due colleghi provenienti da Roma e Genova e con 5 vigili del Comando di Pisa. Il team di esperti italiani sarà impegnato nel supporto al gruppo di chirurgia d'urgenza dell'ospedale da campo di Pisa e nella valutazione della stabilità di fabbricati pregevoli per arte e storia.
I morti, secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell'Interno nepalese, sono oltre 4500, mentre i feriti sono circa 8000. In alcuni villaggi, il 70 per cento delle abitazioni è stato completamente distrutto. Un milione sono i senzatetto e oltre sei milioni e mezzo le persone che soffrono gravissimi disagi a causa della scarsità di viveri, luce elettrica e carburante. Ma soprattutto il premier ha fornito una previsione drammatica sul bilancio finale della tragedia: "Temiamo 10mila morti".
Avellinese d'origine, l'ing. Bolognese presta servizio ad Alessandria dal 2005 ed ha partecipato a corsi ed esercitazioni nell'ambito del meccanismo europeo di protezione civile, oltre che agli eventi sismici che hanno colpito l'Italia negli ultimi anni.
«Ieri sera (lo scorso martedì, ndr) mi ha telefonato prima di partire - racconta Bellizzi -. Ha fatto scalo, poi, negli Emirati Arabi. Ci ha chiesto di stare vicini ai suoi genitori che vivono a Mercogliano, affinché trascorrano i prossimi giorni sereni. Ciro è fatto così, pensa sempre agli altri. E' sempre in prima linea per ogni emergenza e per proteggere chi ama. Ricordo le missioni affrontate assieme, come quella a L'Aquila e a Ferrara. Ebbe un malore, fu portato in ospedale, ma nei suoi occhi c'era sempre la stessa luce di grinta. Ha una grande passione per il suo lavoro e anche in quell'occasione non si è mai tirato indietro. Ne abbiamo parlato spesso del nostro lavoro: è una vocazione. Possono dirlo tutti i colleghi. Tra poche ore sarà in Nepal.
Stiamo parlando di un territorio devastato da un sisma 30 volte da quello degli anni Ottanta in Irpinia e 60 volte più forte di quello de L'Aquila. Nella nostra chiacchierata al telefono gli ho detto: ti invidio per questa occasione, riuscirai a fare tanto. Le soddisfazioni personali ripagano ogni volta tutti i rischi. Aiutare, proteggere chi è in diffoltà è il senso vero del nostro lavoro».
Simonetta Ieppariello