di Andrea Fantucchio
Sono undici i rinvii a giudizio - il processo inizierà il 5 ottobre - stabiliti dal gup, Vincenzo Landolfi, nell’inchiesta coordinata dal pm Cecilia Annecchini su presunti abusi edilizi nella zona di via Tuoro Cappuccini.
E’ stato invece stabilito il “non luogo a procedere” per Luigino Ripa, Giuseppe Scognamillo, Ciriaco Iovine, Errico Petrillo, Fabio Guerriero, Virgilio Carbone e Massimo Maglio, difesi dall’avvocato Gaetano Aufiero e per Carbone anche dall'avvocato Roberto Romano.
Erano stati indagati per abuso in atti d’ufficio dirigenti e impiegati comunali. Avrebbero commesso il reato - secondo gli inquirenti - su istigazione dei proprietari dell’azienda che aveva acquistato un lotto in via Tuoro Cappuccini nel 14 maggio 2012. Proprio i rappresentanti del impresa edile erano stati iscritti nel registro degli indagati. Secondo l'accusa avevano richiesto al Comune di Avellino un permesso a costruire per la realizzazione di fabbricati residenziali in via Tuoro Cappuccini: era stata allegata una progettazione a firma degli architetti finiti nel mirino delle indagini.
Sotto la lente d’ingrandimento della Procura il permesso a costruire 12207/2012. Il documento consentiva la realizzazione di due corpi di fabbrica e la demolizione del fabbricato esistente. Ci sarebbe stata a detta dell’accusa anche una riunione della Commissione Edilizia, il 5 agosto 2014, nella quale alla presenza dei tecnici comunali sarebbe stato concesso un ulteriore permesso a costruire, quello per il fabbricato C. Proprio in relazione a quest’ultimo, è stato ipotizzato un reato di abuso d’ufficio in relazione al rilascio del permesso originario a costruire sia i successivi permessi in variante.
Accuse che - gli imputati rinviati a giudizio - proveranno a smentire in aula. Quando la difesa, affidata fra gli altri ai penalisti Benedetto Vittorio De Maio, Carmine Danna, Nello Pizza e Antonio Picciocchi, proverà a dimostrare l'infondatezza delle accuse.