Il nuovo appuntamento è ora in programma il 12 luglio. Esattamente a distanza di un anno dall'udienza nella quale l'accusa, e non solo, avrebbe dovuto rassegnare le conclusioni. Non aveva potuto farlo per l'astensione dei penalisti, e lo stesso era accaduto il 13 dicembre, ancora per uno 'sciopero' dei legali, e il 21 dicembre scorso, stavolta per un lutto che aveva colpito il sostituto procuratore Donatella Palumbo.
Oggi erano in calendario la sua requisitoria e gli interventi degli avvocati Antonio Di Santo, per la parte civile, e Roberto Prozzo, uno dei difensori. Ma tutto è slittato ulteriormente a luglio per la concomitanza di un'altra discussione.
Arriverà dunque dopo l'estate – dopo l'arringa dell'avvocato Claudio Sgambato, fissata per il 14 marzo ma ora ancora senza una data - la sentenza del Tribunale nel processo a carico di Emmanuele De Libero, dal 21 aprile 2017 ex sindaco di San Lorenzo Maggiore, e Pellegrino Colangelo, capo dell'ufficio tecnico comunale, imputati di concussione per una tangente pretesa dall'imprenditore Umberto Conti per un lavoro di infrastrutturazione, in subappalto, nell'area Pip del centro telesino.
Si tratta di una vicenda finita al centro delle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Cerreto Sannita, supportate anche da riprese video che avevano fissato il passaggio di 1000 euro dalle mani di Conti a quelle di De Libero, e dalle registrazioni curate dallo stesso Conti.
L'inchiesta era sfociata, il 9 febbraio del 2016, negli arresti domiciliari ordinati per De Libero e Colangelo, rimasti sottoposti alla misura fino al 16 maggio dello scorso anno. Nelle dichiarazioni spontanee rese in aula, come si ricorderà, De Libero si era definito vittima di “una macchinazione ordita da Conti”, aggiungendo di “non averlo mai avvicinato per chiedergli ed ottenere denaro”, e precisando che “quei 1000 euro che mi ha dato erano parte dei 5000 che gli avevo prestato”. Mentre Colangelo aveva affermato di “non aver ancora capito perchè mi trovo coinvolto in questa storia: un incubo che mi auguro possa terminare al più presto”.
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