Colantuono come Bollini. Sei mesi dopo gli stessi concetti, le stesse parole, la stessa necessità di fare chiarezza. Le recenti operazioni di mercato hanno confermato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la Salernitana, almeno teoricamente, non è attrezzata per lottare per i play off e dovrà assolutamente conquistare quanto prima i 20 punti che mancano per evitare sgradite sorprese proprio in concomitanza con la stagione del centenario. A gennaio c'era l'occasione per fare il grande salto, per dimostrare che c'era la volontà di lottare per qualcosa di importante. Invece tutte le operazioni in entrata sono state legate a quelle in uscita, con un budget non propriamente elevatissimo a disposizione del direttore sportivo Fabiani che, a sua volta, ha collocato altrove buona parte dei calciatori acquistati in estate ufficialmente per sfoltire la rosa, ma in realtà per un rendimento tutt'altro che positivo. La domanda è sempre la stessa: Quale è il reale obiettivo della stagione? Bollini disse chiaramente che Lotito e Mezzaroma gli avevano chiesto nelle segrete stanze di Villa San Sebastiano di conquistare quanto prima la salvezza, Colantuono ha confermato che la dimensione della Salernitana è quella espressa attualmente dalla classifica e che non bisogna creare alcun tipo di illusione.
Chi si aspettava una conferenza stampa in tono minore e ricca di diplomazia è rimasto sorpreso. Lo sfogo di Bollini, a suo tempo, incrinò i rapporti con società e dirigenza e fu preludio di quell'esonero consumatosi qualche tempo dopo nonostante i 12 risultati utili consecutivi conquistati in emergenza ed una discreta posizione di classifica. Ora più che mai sarebbe opportuna la presenza sul territorio della proprietà, con una presa di posizione netta e una conferenza stampa utile non a snocciolare i dati sulle presenze allo stadio nè a rivangare i successi del passato nelle categorie inferiori, quanto a parlare concretamente di futuro, di programmazione, di investimenti, di settore giovanile, di impiantistica sportiva, di tutte quelle componenti necessarie per puntare in alto.
Salerno, o almeno quei 7-8mila tifosi che hanno sempre seguito la squadra, sta vivendo questa fase con un distacco emotivo e un'indifferenza che preoccupa più di una feroce contestazione. Ogni giorno arrivano messaggi di abbonati che non verranno più allo stadio, di tifosi pronti a disertare ad oltranza, di gente che chiede di più a Lotito e Mezzaroma e che si lamenta di un mercato in tono minore e tutt'altro che in linea con gli obiettivi pubblicamente sbandierati. Su una cosa in particolare siamo d'accordo con Colantuono: ormai la squadra è questa e la Salernitana va sostenuta fino all'ultimo minuto dell'ultima partita. Pensare di essere già salvi, con un calendario tremendo, un gruppo forse non più unito come prima e tante carenze in organico nei ruoli cruciali, sarebbe un errore. Per evitare di peggiorare una situazione sportivamente parlando complessa bisogna assolutamente trovare una linea comune che possa aiutare i colori granata, pretendendo allo stesso tempo chiarezza. Alla società il compito di uscire allo scoperto, di riavvicinare la prima realtà calcistica cittadina a gente ormai abituata, purtroppo, ad allenamenti a porte chiuse, a bacchettate continue, alla cessione di tutti i calciatori presi in estate, ad una metà classifica in B che non entusiasma. Serve una scossa a tutto l'ambiente: Colantuono ha lanciato un messaggio, la proprietà al momento non proferisce verbo, di certo c'è che non si può sempre guardare chi sta peggio e che, quanto prima, questa famosa asticella dovrà pur essere alzata. Almeno si spera.
Gaetano Ferraiuolo