Avrebbero fatto sesso dinanzi ad una minore. E' la pesantissima accusa dalla quale sono chiamati a difendersi due quarantenni che risiedono in un centro della provincia poco distante da Benevento. Il sostituto procuratore Miriam Lapalorcia ha proposto che entrambi vengano spediti a giudizio, una richiesta sulla quale si pronuncerà il prossimo 21 marzo il gup Flavio Cusani. Sarà lui a decidere se debba o meno approdare al vaglio del dibattimento una storia finita al centro di un'indagine della Squadra mobile che ha chiamato in causa una coppia.
Nel mirino le condotte che avrebbe mantenuto sotto gli occhi di una undicenne: lei ed un fratellino di sei anni sono i figli della donna, che li ha avuti in affidamento dopo la rottura del matrimonio. I fatti contestati vanno fino al dicembre del 2016, la ricostruzione che ne hanno fatto gli inquirenti restituisce un quadro inquietante. Perchè la mamma e l'attuale compagno avrebbero lasciato semi aperta la porta della loro camera da letto e la luce di una lampada accesa, e in questo modo si sarebbero fatti vedere nudi mentre avevano rapporti sessuali. Questa la scena alla quale in più occasioni avrebbe assistito la bambina, che l'aveva poi raccontata, con comprensibile difficoltà al papà.
Era stato quest'ultimo ad innescare con la sua denuncia l'attività investigativa, con un'inchiesta che, costellata anche dalle deposizioni dei due fratelli, era sfociata, nel marzo del 2017, in un incidente probatorio, sollecitato dal Pm, fissato dinanzi al gip Roberto Melone. Un appuntamento in forma protetta, alla presenza delle parti: gli allora due indagati, difesi dall'avvocato Elena Cosina, e i minori (e il loro papà), assistiti dall'avvocato Antonio Leone.
Una vicenda delicatissima, sullo sfondo, come spesso capita, la rottura traumatica del vincolo tra due coniugi: Di qui la necessità di approfondire ogni aspetto, con l'obiettivo di verificarne la fondatezza.
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