Benevento

Per lui non sarà mai una partita normale. Nato a Roma e cresciuto con la maglia giallorossa, prima di vivere una breve parentesi con la Lazio. Ai tempi del settore giovanile Marco D'Alessandro rappresentava uno degli elementi di maggiore prospettiva, ma con il passare degli anni non è riuscito a far scoccare la scintilla al sodalizio capitolino, che lo ha mandato in prestito tra A e B per poi cederlo all'Atalanta a titolo definitivo. Il resto è storia recente. Nella gara di andata non è sceso in campo a causa di un infortunio, ma prima del fischio d'inizio ha avuto modo di intrattenersi con Florenzi, con il quale ha condiviso tante gioie in maglia giallorossa. Domenica sera saranno di nuovo avversari e D'Alessandro nei suoi precedenti con la Roma non si è mai dimostrato clemente, soprattutto nell'aprile di due anni fa quando accorciò le distanze dopo il doppio vantaggio della Roma per opera di Digne e Naingoolan . Per la cronaca quella gara finì 3-3, portata avanti dai bergamaschi grazie a una clamorosa rimonta, ma riequilibrata dal solito Totti a pochi minuti dalla fine.

“Roma è la città in cui andrò a vivere dopo il ritiro”. Parole d'amore del calciatore che adesso, però, pensa solo al Benevento e a una salvezza che gli garantirebbe un posto nella Storia del club sannita. “Potevo andare via, ma non me la sono sentita di lasciare davanti alle difficoltà”. Questo è Marco D'Alessandro, pronto a onorare l'impegno preso con il presidente Vigorito fino in fondo. De Zerbi avrà bisogno delle sue sgroppate sulla fascia per mettere in seria difficoltà la squadra che l'ha cresciuto. Adesso non si può più sbagliare, neanche davanti ai sentimenti.

Ivan Calabrese