La procura sta notificando in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti del consiglio di amministrazione delle Fonderie Pisano di Fratte, agli imprenditori Mario Pisano, Guido Pisano, Renato Pisano, Ugo Pisano, e Ciro Pisano, ma anche ai tecnici che hanno redatto la relazione allegata all'istanza di rilascio dell'Aia nel primo agosto del 2011, il dirigente regionale Antonio Setaro di San Rufo e il tecnico Luca Fossati.
Dopo un anno e mezzo dal provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza, che nel giugno del 2016 impose alle Fonderie Pisano lo stop delle attività dunque, il tribunale salernitano conferma tutte le accuse di reati ambientali nei confronti dello stabilimento di via dei Greci.
Per gli inquirenti la fabbrica avrebbe continuato in questi anni ad inquinare l’aria con l’emissione di polveri sottili senza che fossero eseguiti quegli interventi strutturali che per la Procura erano necessari. Soddisfazione da parte del comitato ambientalista “Salute e vita” e del suo presidente Lorenzo Forte.
“Un piccolo passo dopo le battaglie di questi anni. Il rinvio a giudizio dell'intero consiglio di amministrazione delle Fonderie Pisano, degli otto funzionari dell'Arpac, di un dirigente della regione Campania, sono per quanto ci riguarda solo la punta dell'iceberg di un sistema di potere che purtroppo vede coinvolti tutti gli organi dalla regione, dal comune, all'Arpac, all'Asl.
Noi ci auguriamo che questo processo, dove ci costituiremo parte civile, sia solamente l'inizio e che la verità esca fuori, vogliamo che venga fuori tutto il sistema e tutte le complicità. Vogliamo che il presidente della regione Vincenzo De Luca tenga fede agli impegni. Aspettiamo ora che il riesame confermi il sequestro fatto a giugno del 2016 e che doveva continuare” conclude Forte.
S.B.