Salerno

Sembra quasi inutile e retorico rimarcarlo, ma ancora una volta gli unici vincitori sono i tifosi della Salernitana. In 504 hanno riempito quasi tutto il settore ospiti dell'Adriatico sostenendo a gran voce i propri beniamini dal primo al novantacinquesimo, un tifo d'altri tempi in uno stadio che non rievoca bei ricordi e che anche oggi si è dimostrato ostico per il cavalluccio marino. Sin dal riscaldamento ultras, gruppi organizzati e zoccolo duro hanno provato a spingere i calciatori accantonando ogni divergenza in nome di un amore folle e che non ha mai conosciuto ostacoli e categorie. Quando l'arbitro ha fischiato l'inizio del match, il coro "State tutti attenti che" ha quasi ammutolito la scarna tifoseria locale, tutt'altro che sorpresa dallo strapotere dei "colleghi" granata. Neanche il "Chi non salta è di Salerno" della curva Nord ha spento la passione dei salernitani, alquanto delusi dal mercato condotto dalla dirigenza, dispiaciuti per alcune dichiarazioni della proprietà, ma desiderosi di combattere fino alla fine per contribuire alla salvezza della Salernitana prima di tirare le somme e valutare l'operato di Lotito e Mezzaroma. Anche dopo la rete dello 0-1 di Brugman, il pubblico di fede granata ha cantato e sventolato con orgoglio sciarpe e bandiere, sperando in un pareggio in extremis che purtroppo non è arrivato nonostante il grande supporto di un muro, quello granata, che ha offerto un colpo d'occhio eccezionale e che meriterebbe ben altre posizioni in classifica. A fine gara, contrariamente a quanto accaduto la settimana scorsa, pochissimi fischi e la consapevolezza che, ora come ora, contestare servirebbe a poco. Sabato prossimo, però, previsti appena 5mila spettatori per quello che, a questo punto, va considerato un autentico scontro diretto per mantenere la categoria.

A Pescara c'era anche una rappresentenza del Salerno Club capeggiata dall'addetto stampa Andrea Criscuolo, ovviamente deluso per il risultato e per l'atteggiamento di allenatore e calciatori. Alla nostra redazione ha affidato una sorta di sfogo che, in realtà, fa trasparire tutto il suo amore per la maglia granata: "Come al solito presente in massa allo stadio Adriatico di Pescara, il SC 2010 era desideroso di ritornare alla vittoria anche per regalare una gioia calcistica al suo presidente Orilia per il suo 70.mo compleanno. Invece grande delusione, rabbia ed amarezza.
Il tempo della ricreazione e’finito, tutta la squadra deve cacciare gli attributi, compreso Colantuono.....adesso basta !!Questa rosa puo’ e deve fare molto molto meglio di quanto dimostrato nelle ultime partite con l’arrivo del nuovo tecnico, il quale sino ad ora nulla di buono ha portato sul piano tecnico- tattico e caratteriale. Anzi con il precendente mister i ragazzi giocavano con grinta rabbia e  sangue agliOcchi, caratteristiche improvvisamente sparite dal dna della squadra ...IlCalciomercato non soddisfacente non può e non deve essere scusa per nessuno, soprattutto per una compagine che, se al completo, non è inferiore a chi le sta immediatamente avanti in classifica La società sia più’presente e, tramite ilManagment, faccia capire alla squadra ed all’allenatore che ogni pazienza ha un limite". 

Gaetano Ferraiuolo