E' partito il corteo del Comitato “Viabilità negata” per protestare ancora una volta a Benevento contro lo stato in cui versano le strade del Fortore. I manifestanti con cartelli e slogan stanno percorrendo le strade del rione Mellusi per raggiungere piazza Risorgimento e la sede della Provincia. Circa duecento le persone che sono scese in strada contro l'immobilismo della provincia ed altri enti che dovrebbero fare, e prima ancora prevedere in tempi utili la manutenzione delle arterie del Fortore.
La decisione di scendere nuovamente in piazza era arrivata la scorsa settimana al termine della riunione tra sindaci del Fortore e cittadini esasperati dalle condizioni delle strade. Una situazione esplosa poco più di un mese fa quando centinaia di persone erano scese in piazza, sempre a Benevento, ed avevano protestato contro il dissesto della rete viaria. Nel mirino dei residenti e di centinaia di automobilisti, frane, smottamenti, buche e in generale la mancata manutenzione lungo la viabilità provinciale.
Dopo la prima manifestazione la Provincia si era impegnata a trovare fondi per la riparazione dei tratti critici. Un impegno che però il Comitato non ha ritenuto essere soddisfacente ed è per questo che oggi sono nuovamente scesi in piazza.
I manifestanti hanno rallentato più volte il traffico lungo il Viale Mellusi. Non per creare disagio ma semplicemente per far comprendere il loro “incubo” quotidiano per raggiungere Benevento o altri centri dell'alto Fortore. "Siamo costretti a continui rallentamenti per attraversare determinati tratti delle Provinciali - spiegano - oltre a subire costanti danni per i nostri veicoli e a mettere a rischio la nostra incolumità". I manifestanti hanno simbolicamente occupato l'aula consiliare dopo che hanno appreso che il presidente Ricci non li avrebbe ricevuti alla Rocca perchè impegnato nella sede operativa della Provincia in via Carducci. Dopo poco il Comitato ha abbandonato l'aula amareggiati per l'accaduto.
Al termine della protesta è stato il presidente Ricci, però, a puntare il dito contro i manifestanti e a spiegare la sua versione dei fatti sul mancato incontro. “Stamani, sin dalle ore 10.00, sono stato in contatto telefonico con alcuni componenti del Comitato fortorino, dichiarando la mia piena disponibilità ad incontrare una delegazione di manifestanti.
Per tutta la mattinata, avendo già concordato alcuni impegni con rappresentanti Istituzionali, sono stato presso gli Uffici della Provincia in via Calandra dove hanno sede i Settori Infrastrutture e Gestione Economica. Dunque, questa sede era la più adatta per discutere sulla viabilità nel Fortore: qui lavorano i tecnici, qui sono depositati i progetti d'intervento, qui ci sono le prove documentali di tutto quanto noi possiamo mettere in campo, abbiamo messo in campo e vogliamo mettere in campo per le strade del Fortore. Avevo già mobilitato i tecnici che erano a disposizione per fornire ogni chiarimento possibile alle domande dei cittadini.
Di contro - ha concluso il numero uno della Rocca -, trasferirmi alla Rocca, come richiesto, avrebbe significato trasportare tecnici, carte e faldoni. Non approvo il comportamento del Comitato che ha rifiutato il mio invito: peraltro, ricordo che è prassi che, in occasioni di manifestazione di protesta, il rappresentante dell'Istituzione contestata riceva solo una delegazione per illustrare la propria posizione e rispondere ai rilievi critici in maniera ordinata e chiara. Prendo atto però che questo incontro non lo si è voluto fare perché si è preferito invece la caciara che trova maggiore spazio sui mass media. Ma in questo modo non si risolvono i problemi”.