Salerno

Regolamento alla mano ipotizzare un suo ritorno a stretto giro di posta sarebbe fantacalcio, ma chissà che in un futuro neanche troppo lontano non possa tornare a Salerno per chiudere la carriera in una piazza che gli è rimasta nel cuore e che ha lasciato quasi in lacrime due anni fa contro la sua volontà. Intervenuto durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) l'attaccante Caetano Calil ha proposto la sua candidatura al direttore sportivo Fabiani dicendosi pronto a tutto pur di giocare ancora per la Salernitana .Ecco le sue dichiarazioni:

La Salernitana segna poco, gli attaccanti non sono in grado di fare la differenza. Quanto servirebbe l'esperienza di un Caetano Calil...

“Mi farebbe molto piacere tornare a Salerno, sarebbe il mio sogno giocare nuovamente in quello stadio e vedremo se si concretizzerà in un futuro prossimo. Non ho avuto contatti con la dirigenza fino a questo momento, ma ho questa speranza e sarei felicissimo”.

Cosa pensi dell'attuale Salernitana?

“Seguo sempre il campionato di serie B e la Salernitana in particolare. E’ un torneo lungo e difficile, se non c’è continuità diventa tutto più complicato. I granata hanno iniziato bene, purtroppo c’è stata un’alternanza tra risultati positivi e risultati negativi e i calciatori non riescono a trovare la fiducia necessaria per rendere al massimo delle loro potenzialità. La salvezza sarà raggiunta facilmente perché l’organico è forte, è più difficile arrivare ai play off”.

Il cambio di guida tecnica non ha prodotto quasi nulla fino a questo momento...

“Non mi aspettavo l’esonero di Bollini perché la squadra non stava giocando male e i risultati erano buoni, non sempre i cambi di allenatore portano i risultati sperati. Evidentemente la società aveva dei motivi che non conosciamo, il mio auspicio è che Colantuono possa far bene. Problema del gol? Se non si segna non è mai solo colpa degli attaccanti, quando una squadra gioca bene è più facile per tutti mettere la palla in porta. Evidentemente il gioco corale non sta dando frutti, ma bisogna dare tempo alla squadra di assimilare i nuovi moduli dell’allenatore”.

Arechi vuoto, perchè?

“E’ strano che ci siano meno tifosi rispetto al passato, ero convinto che a Salerno lo stadio era sempre pieno, ma evidentemente la tv non rende l’idea sul numero di presenze. Se non c’è entusiasmo evidentemente dipende dai risultati, ma conosco la passione e la mentalità del pubblico granata e basta veramente poco per riaccendere la passione. La squadra ne ha bisogno”.

Quanto è difficile giocare a Salerno?

“Salerno è una piazza nella quale puoi giocare se hai carattere e personalità, è uno stadio di serie A che vuole sempre spingerti per vincere e non si accontenta. E’ fondamentale che la rosa abbia tanti elementi di esperienza che possano rappresentare una guida per i giovani, ma non posso che parlare bene della tifoseria e di tutto l’ambiente. Da nessuna parte è semplice affrontare i momenti difficili, non è un problema che riguarda Salerno. A me manca stare lì, ricordo ancora con emozione il gol sotto la curva contro il Benevento in quello scontro diretto per la promozione...”.

Molti tifosi pensano che la società non voglia andare in A...

“Prima che finisse il campionato di serie C ebbi un colloquio con il presidente Lotito e mi invitava a non abbassare la guardia. Questo sta a significare che c’è una mentalità vincente, l’ho apprezzato. Secondo me sarebbe bugiardo dire che la società non vuole andare in serie A, a mio avviso Lotito ama più Salerno che la Lazio. Sono convinto che a breve la Salernitana conquisterà il massimo palcoscenico del calcio italiano".

Perchè Calil andò via da Salerno?

“Non voglio proprio pensare a quel periodo, uno dei più brutti della mia vita. Non sarei mai andato via da quella città che mi ha sempre trattato bene. E’ andata così, ma il mio sogno è ancora vivo: tornare a Salerno per far gioire i tifosi”

Gaetano Ferraiuolo