Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

La Procura ha chiesto e ottenuto dal gip la proroga delle indagini, che dovrebbero chiudersi nel giugno 2018, su una truffa che coinvolgerebbe cinque indagati, fra i quali alcuni dipendenti della Provincia del capoluogo irpino.

L'inchiesta si incrocia con un'indagine della Corte dei Conti. Gli inquirenti avevano evidenziato presunte sentenze contraffatte relative ad alcuni rimborsi per sinistri stradali fra il 2014 e il 2015, con danno erariale di circa 200 mila euro per l'ente. Ad attivare l'accertamento dei magistrati era stata la stessa Provincia, trasmettendo una delibera di annullamento di un deliberato del 2014 per l'approvazione di debiti fuori bilancio, emersi da una sentenza civile di condanna per i danni alla Provincia.

A questa prima delibera era seguita un'istruttoria che aveva fatto rilevare una presunta contraffazione della sentenza depositata: era così stato disposto un rimborso di 36mila euro.

Il responsabile dell'avvocatura provinciale Gennaro Galietta, nel 2015, aveva indagato su alcune anomalie giuridiche riscontrate nel riconoscimento del debito fuori bilancio e aveva raccolto diversi elementi che facevano ritenere si trattasse di un falso.

Fra le contestazioni: il medesimo numero di registro del procedimento e di quello della sentenza, acquisizione al protocollo dell'ente prima della notifica del provvedimento, carenza di formula esecutiva e nessun riferimento all'ufficiale giudiziario che si era occupato di sottoscrivere notifica stessa. Elementi riassunti dalla Procura nel provvedimento per cui si era disposto il giudizio.

L'amministrazione provinciale ha deciso di avviare una serie di accertamenti estesi anche a tutti gli altri risarcimenti, rilevando almeno altri cinque casi in cui venivano riconosciuti debiti con sentenze e note di trasmissione interne contraffatte.

Era scattata la richiesta di risarcimento ai danni degli indebiti percettori delle somme liquidate, circa 204 mila euro, ed una verifica interna con un procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti finiti all'attenzione dei magistrati della Corte dei Conti. Funzionari per i quali era sta individuata una presunta agevolazione omissiva colposa da parte dei funzionari della Provincia.