Salerno

Appena 28 anni, tanta gavetta alle spalle e una voglia matta di arrivare in serie A già la prossima stagione, ancor di più dopo le parole al miele del designatore Nicchi che lo ha indicato come un autentico predestinato. Antonio Giua della sezione di Pisa (ma che a breve potrebbe cambiare sede trasferendosi a Olbia) è stato scelto per dirigere la partita in programma sabato prossimo tra Salernitana e Pro Vercelli, una delle gare più interessanti della ventiseiesima giornata del torneo cadetto. Pur godendo della stima dei vertici dell'AIA, Giua non sempre è stato impeccabile durante il suo percorso professionale. Un anno fa, ad esempio, fu contestatissimo dalla tifoseria del Livorno per una serie di decisioni sbagliate che, indirettamente, favorirono la vittoria della Reggiana. Giua ha anche diretto la finalissima play off tra Alessandria e Parma, cavandosela bene e con una certa personalità.

Soltanto due volte  le sue strade si sono incrociate con quelle della Salernitana. Era il marzo del 2014 e i granata di mister Menichini affrontarono il Melfi; in piena emergenza, i padroni di casa strapparono un soffertissimo 0-0 ringraziando il portiere Gori per le 5 parate decisive. A inizio ripresa, però, soltanto Giua non vide un calcio di rigore solare per la Salernitana per l'atterramento di Calil ormai pronto a calciare verso la porta vuota. Un episodio che penalizzò oltremodo i campani e che permise al Melfi di lasciare l'Arechi con un punto in più in classifica. Quest'anno, invece, ha arbitrato senza problemi Salernitana-Spezia, il primo successo stagionale per il cavalluccio marino nel segno dell'ex Rodriguez. In totale Giua ha diretto 109 partite tra B, Lega Pro e tornei giovanili dimostrandosi arbitro molto severo: 420 ammonizioni, una quarantina di espulsioni e ben 50 penalty, spesso per le squadre ospiti. Ciò denota la capacità di non farsi intimorire dall'ambiente e, non a caso, il segno 2 è stato prevalente in diverse circostanze. A lui il compito di dimostrare di meritare gli attestati di stima dell'AIA.

Gaetano Ferraiuolo