Li hanno sorpresi in flagranza mentre stavano smontando i pannelli della copertura in metallo del passaggio pedonale che sorge all'interno del Parco Archeologico e del Verde Cellarulo. Si tratta di Vincenzo Raucci, 46 anni e Romolo Zitano, 29 anni, entrambi di Benevento, arrestati nella tarda serata di ieri dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Benevento con l'accusa di furto aggravato.
I militari sono arrivati nell'area, chiusa ormai da anni anche per via dell'alluvione, dopo aver evidentemente notato qualcosa di strano nei pressi del cancello d'ingresso di via Grimoaldo Re.
Dopo un breve tragitto percorso a piedi, i carabinieri hanno sorpreso e bloccato i due mentre si trovavano sulla struttura, una sorta di passerella pedonale adibita ad osservatorio per i visitatori del parco naturalistico a ridosso del fiume Calore. Durante l'operazione sono stati anche sequestrati due paia di guanti, un levachiodi di grandi dimensioni, tre tenaglie, una cesoia ed una scala. La refurtiva è stata restituita al Comune, proprietario dell'area. Dichiarati in arresto, Raucci e Zitano - sono difesi dall'avvocato Vincenzo Sguera -, sono stati trasferiti presso il carcere di contrada Capodimonte.
Da tempo l'area, di valore archeologico e naturalistico, proprio perchè in stato di abbandono, era finita al centro di una serie di controlli da parte dei carabinieri.
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Al di là della cronaca delle ultime ore, Parco Cellarulo, purtroppo, da anni versa in condizioni di abbandono e degrado. Due anni e 4 mesi sono trascorsi dalla terribile alluvione che sconvolse il Sannio. Oltre alla drammatica morte di tre persone legata a quei giorni frenetici e drammatici, interi territori furono sconquassati dalla furia delle piogge torrenziali e dall'esondazione del fiume Calore le cui acque invasero praticamente tutto, dalla zona industriale di Ponte Valentino fino in Valle Telesina.
Costruzioni ed aree private e pubbliche invase dal fiume e dal fango. Tra questi anche il parco archeologico e del verde di Cellarulo.
L'area di Benevento che da via Grimoaldo Re si estende fino a contrada Cellarulo. Un polmone verde a ridosso del Calore lungo il quale furono installate panchine e piante specifiche per creare una passeggiata che conduceva in un'area archeologica emersa durante la costruzione, negli anni novanta, di una strada che avrebbe dovuto congestionare il traffico cittadino tra i rioni Ferrovia e Libertà.
Dai giorni dell'alluvione, ai progetti per la riqualificazione delle zone danneggiate, ai fondi messi a disposizione da privati, Governo e Regione, nulla è toccato per il ripristino del Parco Cellarulo che oggi versa in uno stato pietoso. Meta di tossicodipendenti che si appartano – e non solo – oltre che da decine e decine di cinghiali che, specialmente nelle ore notturne attraverso il parco raggiungono il fiume e stazionano nel boschetto a ridosso della passeggiata.
Dal giorno della sua inaugurazione, la storia del Parco non è stata delle migliori. Per ben due volte, in occasioni di piene eccezionali del fiume, infatti, era rimasto sommerso e danneggiato. Per ben due volte, grazie a fondi pubblici, erano state effettuate opere per drenare l'acqua e per ripristinare il percorso. Dopo l'alluvione, invece, l'area apprezzata ed amata dai cittadini per la bellezza naturalistica resta abbandonata ed inutilizzata.
Al.Fa