Benevento

Quel pomeriggio avrebbe voluto dedicarlo ad alcuni acquisti. Doveva raggiungere un negozio di abbigliamento intimo, ma era rimasto senza soldi. Per questo si era fermato al rione Ferrovia, senza immaginare la disavventura che gli sarebbe capitata. L'ha raccontata in aula un 40enne consulente del lavoro che risiede in un centro della provincia di Avellino limitrofo al Sannio. E' la vittima di una rapina per la quale sono a giudizio due donne di nazionalità rumena. Era il 17 ottobre del 2016.

“Ho parcheggiato la mia auto al viale Principe di Napoli e mi sono diretto ad un postamat per prelevare il denaro di cui avevo bisogno per alcune compere”, ha spiegato. Dopo aver sistemato nel portafogli i 300 euro erogati dal distributore automatico, il malcapitato era tornato verso la macchina, aprendone gli sportelli con un telecomando. Una volta a bordo, però, erano iniziati i guai. “Mi sono trovato a fare i conti con due straniere – ha proseguito – che avevo notato nei pressi di una pensilina del bus situata a poca distanza dal punto in cui era in sosta la vettura. Si sono infilate nell'abitacolo, una si è seduta al mio fianco, altra dietro...”.

Il passo successivo era stata l'offerta di sesso a pagamento. “Mi hanno chiesto se avessi voglia di accompagnarmi a loro, ho risposto che non ne avevo alcuna intenzione, e che dovevano scendere”. E' a questo punto che la situazione si era complicata. Perchè la giovane che si trovava dal lato passeggero aveva tirato fuori un coltello e glielo aveva puntato al fianco. “Dacci i soldi, ti abbiamo visto mentre li prendevi”, avevano urlato al poverino, che non aveva potuto far altro che obbedire e consegnare loro i 300 che custodiva.

Una somma evidentemente ritenuta non sufficiente perchè le due erano ripartite all'assalto dell'allora 38enne. Lo avevano minacciato ed 'invitato' a prelevare altro denaro, lui aveva finto di accettare. Uscito dall'auto, aveva attraversato e, invece che verso lo sportello, era corso all'interno dell'ufficio postale, dove aveva chiesto aiuto. Di qui l'intervento dei carabinieri, che avevano successivamente rintracciato le due straniere, riconosciute dall'uomo, nella piazza della stazione ferroviaria.

Oggi erano in programma la discussione e la sentenza, ma entrambe sono slittate al 25 giugno, quando il Tribunale avrà a disposizione i cartellini con foto e impronte delle imputate, così da sgombrare il campo da ogni dubbio sulla loro identificazione.

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