Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Cellulari in carcere. E’ in corso un’indagine nel penitenziario “Antimo Graziano”, a Bellizzi, frazione di Avellino. Dove questa mattina sono stati sequestrati due telefonini. La “scoperta” è stata fatta dalla polizia penitenziaria, durante un’ispezione nelle sezioni detentive.

Gli investigatori sono a lavoro per ricostruire la cronologia delle chiamate e, soprattutto, risalire alla provenienza dei telefonini. Al vaglio degli inquirenti il circuito di telecamere: da lì potrebbe arrivare qualche indizio per scoprire come i cellulari sono stati introdotti nel penitenziario avellinese. 

L’attenzione è elevata. Anche alla luce di quanto accaduto in Campania, a novembre, nel carcere minorile di Airola a Benevento. Un’inchiesta del Corriere della Sera ha mostrato come all’interno del penitenziario fossero entrati proprio dei telefonini oltre alla droga. La polizia penitenziaria il 17 novembre aveva sequestrato 25 grammi di hashish. Erano nascosti nell’ano di un detenuto, altri pallini di droga si trovavano nello stomaco. 

Durante altre ispezioni erano state scoperte anche delle antenne wi-fi istallate nelle celle per telefonare e trasmettere messaggi all’esterno. La diregenza penitenziaria aveva inoltre scoperto come alcuni detenuti avessero scavato una nicchia nella suola delle scarpe. Dove venivano nascosti i cellulari. Spesso li utilizzavano non solo per messaggiare con l'esterno, ma anche come strumento di ricatto nei confronti degli altri compagni di cella: il telefonino in cambio di favori.

I delegati provinciali dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria), Giuseppe Iovine e Diego Petitto, si sono congratulati con le guardie penitenziarie avellinese. E si augurano che le indagini procedano così da sciogliere ogni dubbio sulla provenienza dei cellulari rinvenuti.