di Marco Festa - Inviato a Venezia
Avellino (3-5-1-1)
Lezzerini 6.5: Nel primo tempo gran parata su Gejio e portentoso colpo di reni su colpo di testa di Litteri. Tiene l’Avellino sul temporeaneo 1-1 con un altro intervento super, su bordata dalla distanza di Garofalo, ma alla fine sono tre i palloni che deve raccogliere in fondo al sacco. Potrebbe forse fare meglio sul campanile tramutato in rete da Domizzi per il 2-1.
Migliorini 5: Ancora due gol da palle inattive: il reparto difensivo, soprattutto i centrali, non possono che esserne responsabili in un pomeriggio passato a ballare e a soffrire maledettamente nel gioco areo.
Morero 5: Si immola sul tiro a botta sicura di Gejio in avvio di partita, poi è in difficoltà come i compagni della retroguardia contro la fisicità delle punte venete e le incursioni delle mezzale. (39' st Falasco 5,5: Contro il Cesena si era guadagnato il rigore dell’illusorio vantaggio da subentrante, stavolta i minuti per mettersi in evidenza sono troppo pochi. Anzi: nel finale lascia traccia in negativo permettendo a Geijo di spizzare per Zigoni tutto solo al centro dell'area di rigore.)
Ngawa 5: Viene sovrastato da Litteri che vola a firmare l'1-0 Venezia, bruciato sul tempo da Domizzi (2-1) e Zigoni (3-1). Contiene bene Frey, nei duelli in velocità tiene botta: in ogni caso grasso che cola nella statica e retroguardia irpina.
Laverone 5: Dalle sue parti c’è un incubo chiamato Garofalo che fa dell’attacco la sua miglior difesa. Laverone resta bloccato e in difficoltà, sulla sua fascia, per praticamente tutta la partita.
Molina 5: Tanti, troppi errori in appoggio, anche banali e in situazioni potenzialmente vantaggiose per i lupi con i rari errori dei dirimpettai mai sfruttati.
Di Tacchio 5: La peggior partita da quando veste il biancoverde. Non riesce a fare filtro né a dare il suo consueto contributo in fase di impostazione. Una “giornata no” gliela si può però perdonare dopo aver cantato e portato la croce sinora in una mediana spesso lacunosa. (1' st D'Angelo 6: Innesca Gavazzi nell’azione che porta all’1-1, serve ad Asencio un gran pallone col petto, per un nulla non tramutato nell’assist vincente per l’1-2 a sorpresa. Fa il suo da subentrante.)
De Risio 5: Recupera qualche pallone, ma è spesso scolastico nei disimpegni e si rifugia eccessivamente nei passaggi arretrati. La manovra non ne giova. Si fa anticipare da Andelkovic nella sortita offensiva (da calcio d'angolo) che frutta il determinare 2-1 per il Venezia.
Rizzato 5: Frey lo contiene senza affanno alcuno. (9' st Gavazzi 6.5: Bene tra le linee. Pregevole l’assist di prima intenzione per Asencio. Piattone magico e tanta esperienza: quella che manca a questo Avellino.);
Asencio 6.5: L’unico a non mollare mai, anche dopo un primo tempo in cui non ne becca praticamente una. Lotta da terra dando inizio all’azione che lo porta al gol – quarto stagionale – premiando la sua caparbietà. Il sigillo con un tocco da vero killer dell’area di rgiore. Sfiora l’1-2 con un destro di nulla al lato. Decisamente meglio quando può agire da prima punta – il suo ruolo – in tandem con Ardemagni. Sacrificato nelle vesti di “sottopunta”.
Ardemagni 5: Fuori partita. Un tiro a lato in mezzo a una partita anonima: scarsamente servito ma tutt’altro che un punto di riferimento per aiutare la squadra a salire con zero palloni protetti e falli guadagnati.
Novellino 5: Il primo tempo è, per sua stessa ammissione, da dimenticare. Ancora due gol subiti su palla inattiva: così non va. Mai una partita fuori casa senza incassare una rete: idem. Gli infortuni sono più di un semplice alibi, ma è preoccupante che alla quinta di ritorno si perpetui la ricerca di equilibri duraturi.
Venezia (3-5-2): Audero 6; Andelkovic 6.5, Modolo 6.5, Domizzi 7; Frey 6, Falzerano 6, Stulac 6.5, Pinato 6 (40' st Suciu sv), Garofalo 7; Geijo 6.5, Litteri 7 (43' st Zigoni 6.5). All.: Inzaghi 7.
Arbitro: Forneau della sezione di Roma 1 6.5.