Il taglio di 70 addetti e il recapito della corrispondenza in alcune zone a giorni alterni.
Questi i motivi dello sciopero del personale delle Poste del Sannio. Per l'intera giornata picchetto di protesta nel piazzale antistante il centro di Benevento in via dei Longobardi proclamato dai sindacati Cgil, Uilpost, e Failpcisal.
«Siamo qui per la mancata contrattazione di un accordo nazionale, che poi doveva essere ratificato anche sui livelli regionali e provinciali e che per Benevento è stato di fatto violato – spiega Giseldo Rossi, segretario generale Slc Cgil Benevento -. Non esiste alcun tipo di relazione industriale, pur se da noi richiesta. L'azienda ha calato dei numeri drastici che riducono il personale del 50%. Riduzione che ha due effetti: sulla qualità del servizio, che non riusciremo più a fornire, e sul taglio dei dipendenti. Si stima che, quando tra un paio di mesi, sarà coinvolta tutta la provincia (oggi abbiamo solo Molinara e Ponte, tra un mese Montesarchio e Telese e tra due mesi anche Benevento) avremo un taglio di 70 unità. Speriamo – conclude - che l'azienda possa condividere con noi ulteriori percorsi per garantire la qualità che al momento è a rischio. Speriamo che poste possa riprendere un percorso, in caso non accada proseguiremo con altre azioni».
In sostanza lettere, raccomandate, atti giudiziari, bollette saranno recapitate in teoria un giorno si e l'altro no, e considerati i festivi i tempi potranno allungarsi di molto.
«L'azienda è arrogante sia a livello provinciale che regionale - aggiunge Enzo Mazzeo, segretario provinciale Failpcisal - . A novembre abbiamo chiesto di verificare i carichi di lavoro perché crediamo che non sarà possibile consegnare la corrispondenza nemmeno a giorni alterni. Non ci sono condizioni di sicurezza né garanzia per il personale eccedente. Sui due tavoli di trattativa l'azienda è stata latitante nonostante il contratto prevede che gli effetti del progetto debbano essere discussi con i sindacati».
«Non si può continuare ad indebolire questa provincia - conclude Fioravante Bosco, Uil Post -. Oggi accade per le poste, ieri è successo per l'Asl e ancor prima per la prefettura, la provincia e così per ogni altro ufficio periferico dello stato. Lotteremo per tutelare i posti di lavoro, questo significa indebolire la nostra economia e far scappare i nostri giovani».