Benevento

ZERO: A chi non c’era. Sottozero a chi non c’era volutamente. Quella col Crotone era “la partita”. Una partita lunga decenni. Quelli degli imbrogli e del clima intimidatorio ai tempi di Spatola, quella delle lacrime del 2009. Esserci era un atto di fede prima che un atto d’amore. Chi c’era lo sapeva. Il Napoli, Il Milan o la Juve sono show, sono per i riflettori, il Crotone era tutto quello che il vero calcio da innamorati e passionali potesse esprimere. E non si offendessero gli “occasionali”. Ieri avete dimostrato di esserlo. Volete venire solo con la Juve? Fatelo, spero solo che il biglietto costi 100 euro!!!

UNO: Per i soliti black-out difensivi… Partiamo a razzo, creiamo, spingiamo ed al primo pallone che arriva nella nostra area becchiamo gol? La ribaltiamo con il cuore e la passione ed al primo vero affondo ci scappa il 2-2, ancora di testa a difesa schierata? Zio, zio, quanto ci manchi la’ dietro. Sofferenza.

DUE: Alla bomba carta esplosa a pochi passi da Puggioni che poteva avere conseguenze ben più gravi. Due anche a Cordaz che si è preso la briga di farsi tutto il campo per andare a dire al collega avversario di non fare troppe sceneggiate… Allucinante. Ti auguro che le tifoserie avversarie ti facciano ballare il samba per tutti i petardi che devono esploderti nei paraggi. Vogliamo anche parlare del servizio d’ordine deficitario? Noi veniamo praticamente denudati ad ogni trasferta (ma anche in casa): come fa un ordigno ad entrare in maniera così superficiale? Comunque quegli pseudo tifosi crotonesi sono come la bomba carta esplosa... solo fumo!

TRE: Come i tre battezzati dal loro primo gol in Sere A in maglia giallorossa. Viola, Sandro e Diabatè. Tre come i punti ottenuti con una vittoria al cardiopalmo e tre come i punticini rosicchiati ai calabresi. Se tre è il numero perfetto ieri se ne sono avute le conferme.

QUATTRO: Al più ubriaco di tutti ovvero Walter Zenga. Fortissimo e sobrio quando era un Signor Portiere (le maiuscole sono volute), letteralmente fatt’ ‘a falanghina o a Cirò (visto la squadra che allena) dopo le allucinanti dichiarazioni post gara nelle quali ha detto che ha visto un'unica squadra in campo, la sua! Ha poi detto che per il Benevento sarà durissima a Milano con l’Inter. Mio nonno è campat 98 ann’ pcchè se fatt semp i c... suoi… tu vedi di fare lo stesso pensando che se Sparta piange (noi), Atene non ride (voi), visto che se ti capoti domenica con la Spal starai sulle spine pure tu. Pertanto caro Walterone occhio all’alcol: se ne bevi troppo ti possono togliere i punti dalla patente… 3 li hai già persi qui!

CINQUE ed OTTO alla coppia di esterni Parigini/Brignola. Cinque al primo. Ha di nuovo l’occasione di dimostrare tutto il talento espresso in Nazionale Under 21, ma non incide mai più di tanto. Guagliò, vedi che la tua Nazionale è il Benevento ed ha la maglia giallorossa, non azzurra, pertanto impegnati di più altrimenti rischi di perdere il posto proprio a favore del tuo compagno di squadra (Brignola OTTO) che ieri sembrava una trottola impazzita onnipresente. Il “valletelesino” non si è fermato un secondo, al punto che mi sono seriamente chiesto se non sia frutto di un esperimento genetico tipo Terminator al quale siano stati impiantati due o tre polmoni in più….

SEI: Finalmente ad un po’ di “ciorta” che non fa mai male che viene in soccorso quando si mette il cuore oltre l’ostacolo. Una fortunosa deviazione ci regala il primo vantaggio ed il palo esterno blocca il controsorpasso calabrese sul tiro di Trotta. Il finale lo conosciamo tutti. Siamo ancora in credito con la dea bendata, due partite riprese al 90esimo (Milan e Crotone), 4+1 quelle buttate nel finale (Torino, Sassuolo, Cagliari, Genoa più un pareggio negato dal VAR col Bologna). Ci vorrebbero almeno altre tre vittorie cosi per pareggiare i conti, pure se la cosa ci costerà tren’anni di vita… Ma chi s n fott’… na vot s’edda campà…

SETTE: Al nuovo signore del centrocampo ovvero SANDRO: tutto ciò che mancava al Benevento è racchiuso nella sua persona. Tatticismo, centimetri e personalità. Senza lo zio la squadra sembrava in balia di se stessa, non c’era una figura carismatica a prendere le redini del gruppo. Ora l’abbiamo trovata. Se poi fa anche gol… SETTE anche all’arrembaggio ed alla sfrontatezza con cui si il mister ha deciso di attaccare alla disperata visto che il pareggio serviva a ben poco. Abbiamo concluso con in campo Coda, Diabatè, Iemmello più Brignola. Applausi.

NOVE: A chi ha visto in Benevento-Crotone il “deja-vu” di Benevento–Frosinone. Come allora, squadra rimaneggiata (out D’Alessandro, Guillherme e Cataldi), come allora squadra ospite che poteva giocare per due risultati su 3, come allora partita decisa all’ultimo respiro dopo un mischione in area e come allora più o meno il gol è arrivato dalla stessa posizione. Sono cambiati gli attori e la modalità del gol (Ceravolo segnò di testa), ma da quel famoso Benevento- Frosinone iniziò la splendida cavalcata coronata con la promozione. Speriamo che, come allora, questo ricorso storico possa portarci ad una nuova cavalcata forse addirittura più inaspettata e miracolosa…

DIECI: Come i punti in classifica. Finalmente abbiamo raggiunto la doppia cifra. Adesso dovremmo farne almeno ancora 10… e poi ancora 10. Utopistico? Irrealizzabile? Non lo so… ma provarci non costa nulla. Ieri sera ascoltavo Condò su Sky. Si complimentava con noi perché al contrario di tante squadre che ormai a questo punto della stagione pensano solo ai soldi del paracadute, noi, seppur, in una situazione stradisperata, stavamo provando a fare il miracolo. Inoltre siamo l’unica squadra fra le pericolanti che nel girone di ritorno ha fatto 6 punti ed ha già affrontato Roma e Napoli, mica pizza e fichi… Le premesse ci sono. E c’è anche qualcuno lassù che sicuramente ieri ha dato la sua spinta dopo essere stato cosi calorosamente ed affettuosamente ricordato a pochi giorni dal quinquennio della sua scomparsa.

SCUGNIZZO69