di Marco Festa
Sotto la pioggia battente da lasciarsi scivolare addosso come le vicende societarie con annessa svolta all'orizzonte (il 15 marzo la deadline per la cessione della maggioranza all'Italpol Vigilanza, ndr). Sì, perché c'è qualcosa che conta più di tutto: difendere la categoria; battere il Novara per tornare a muovere la classifica e tenere a debita distanza la zona play-out, che si è avvicinata in maniera preoccupante in seguito allo scivolone a Venezia. L'Avellino ha mandato in archivio un martedì tra palestra e campo in vista della incontro casalingo di sabato contro i piemontesi di Di Carlo. Doppia seduta di allenamento, con il pomeriggio trascorso a sudare sull'erba sintetica del “Partenio-Lombardi” dove Novellino ha incassato qualche buona nuova.
Si è infatti rivisto Cabezas, impegnato in una sessione prettamente atletica dopo aver fatto rientro da Zingonia. Con lui un altro acciaccato, ovvero Moretti. In Lombardia l'esterno ecuadoriano ha curato la fibrosi che si era formata su una cicatrice muscolare e, proprio come Moretti, salvo ulteriori intoppi, sabato dovrebbe essere a disposizione. Lanciato verso il pieno recupero anche Bidaoui, che ha iniziato a riprendere confidenza col pallone ed è ormai prossimo a mettersi alle spalle la frattura del quinto dito del piede destro rimediata contro la Cremonese: può essere della partita almeno a gara in corso.
Tra i pali sarà invece confermato Lezzerini, dato che Radu è ancora alle prese con l'infiammazione al quadricipite della gamba destra che gli ha fatto saltare il match del “Penzo”. In forte rialzo le quotazioni per una maglia da titolare, largo su una delle due corsie laterali di centrocampo, di Gavazzi, che permetterà di ritornare al 4-4-1-1. Di nuovo in gruppo Ardemagni, De Risio, Migliorini e Ngawa. Terapie e lavoro specifico per Castaldo: rientrerà in concomitanza di Avellino – Bari (4 marzo).