Uno dei talloni d'Achille della Salernitana di Lotito e Mezzaroma è indubbiamente rappresentato dagli scarsi risultati del settore giovanile che, anche quest'anno, non riesce a primeggiare nelle varie classifiche. L'esordio dell'attaccante Felicetti in panchina contro la Pro Vercelli si spera possa essere di buon auspicio, ma i tifosi sono preoccupato e invitano da tempo la società da investire concretamente nel vivaio per formare in casa i talenti del futuro senza dover valorizzare sempre quelli della Lazio o di altri club. Uno degli allenatori che meglio ha fatto, numeri alla mano, in questi anni è stato Dario Costantino, non riconfermato a giugno dal responsabile Ciardullo nonostante i tre trofei messi in bacheca, una serie di oltre venti risultati utili consecutivi e l'ottimo rapporto con il gruppo. Ospite della trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì alle 21 su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre), l'attuale tecnico della Spes Battipaglia (terza in classifica ad un punto dalla seconda e spesso applaudita per il bel gioco espresso e per la grande grinta dei giovanissimi calciatori) si è soffermato sul momento vissuto dalla Salernitana: "La cosa che più mi preoccupa è l'assenza di cattiveria, quando si arriva davanti alla porta si fa tremendamente fatica a fare gol e non si sbloccano le partite nei momenti decisivi. L'attacco sta venendo meno anche per motivi psicologici, quando sbagli tante occasioni ci può stare una sorta di blocco che ti condiziona. La componente mentale incide, magari se Bocalon avesse segnato dopo 9 minuti poteva cambiare anche la sua stagione. Lì ha sbagliato l'esecuzione tecnica: poteva provare a saltare il portiere o fare il classico cucchiaio".
Costantino prosegue parlando del collega Colantuono: "In questo momento l'allenatore deve essere aziendalista, non pensare a ciò che poteva arrivare dal mercato, ma valorizzare al massimo quanto ha a disposizione. E' lui a doversi adattare alle caratteristiche dei giocatori quando sceglie il modulo. Secondo me non bisogna aggrapparsi alla sfortuna o alla fortuna, alla lunga si compensano durante un campionato. Anche fossilizzarsi sul possesso palla non aiuta a capire dove siano i problemi e come correggerli: se fai un fraseggio fine a sè stesso senza creare superiorità numerica nè calciare in porta, statisticamente sei bravo, ma concretamente hai soltanto favorito l'avversario". Costantino spera che "possa essere recuperato un calciatore come Bernardini, ragazzo che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e che mi sembra un ottimo professionista. Purtroppo situazioni extracalcistiche possono incidere sulle prestazioni, soprattutto dal punto di vista mentale. Un atleta percepisce in largo anticipo come possa andare a finire una trattativa. Vedete il caso Donnarumma: l'anno scorso faceva fatica, ora è uno dei trascinatori dell'Empoli perchè probabilmente avverte maggiore fiducia".
Infine sulla formazione che potrebbe scendere in campo a La Spezia: "Akprò è fermo da troppo tempo e dovrà fare un lungo percorso per ritrovare la condizione migliore. Sarà pur vero che si sta allenando con il gruppo e anche a buoni ritmi, ma la gara e l'evento agonistico sono tutt'altra cosa e ci vorrà un grosso minutaggio prima di rivedere quel calciatore che in passato aveva fatto bene con maglie prestigiose. Rosina si spera possa essere un valore aggiunto, quel doppio palo di sabato poteva cambiare la sua stagione. Come ho detto prima, Colantuono dovrà adattare le caratteristiche dei giocatori alle sue idee, purtroppo resta il problema del reparto offensivo: ritrovando la cattiveria agonistica perduta, determinate lacune potranno essere sopperite".
Gaetano Ferraiuolo