di Andrea Fantucchio
Oltre duecento chili di tabacco di contrabbando: più di diecimila pacchetti di "bionde". Il sequestro è stato eseguito dalla guardia di finanza di Avellino. L'operazione è nata da una perquisizione a tre automezzi sospetti. All'interno è stato rivenuto il tabacco. Proveniva in larga parte dall'Est Europa e dal Medioriente. Si tratta di un prodotto scadente che non rispetta i parametri europei per la tutela della salute. Spesso viene utilizzato per confezionare pacchetti che sono molto simili a quelli messi in commercio dai grandi marchi di settore.
I finanzieri hanno denunciato cinque persone e sequestrato i mezzi. Le indagini continuano alla ricerca di potenziali complici e della provenienza del tabacco.
Questa mattina, in provincia di Roma, sono stati fermati due camionisti ungherersi che arrivavano dalla Campania. Viaggiavano su un autoarticolato con targa straniera che a breve avrebbe ripreso la marcia in direzione nord-sud. Nel rimorchi c'erano 300 casse piene di sigarette di note marche ma senza il sigillo dei Monopoli di Stato: per un valore di quasi 600mila euro.
Un'operazione che riaccende i fari sul contrabbando di sigarette. Un fenomeno più vivo che mai. Basta guardare quanto accaduto ad Ercolano nel fine settimana. I carabinieri hanno sequestrato, in un capannone adibito a parcheggio, ottocento casse di sigarette di contrabbando. Otto tonnellate di “bionde” che dovevano andare a rifornire il mercato di Napoli e non solo.
L’Italia, in Europa, è al 21esimo posto per consumo di sigarette di contrabbando. Le bionde illecite rappresentano oltre il 6per cento del totale fumato.
Un giro di decine di milioni, in forma solo di dazi non pagati. Profitti per le casse delle grandi organizzazioni criminali come Camorra e Sacra Corona Uniti. Spesso quei soldi vengono poi investiti in traffici più redditizi come droga, armi e immigrazione clandestina.
A lanciare l'allarme è stato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Russo, ha spiegato come la malivita si stia focalizzando su «un mercato criminale, caratterizzato da bassi rischi e, contestualmente, da profitti molto elevati».
Solo nel 2015 la Guardia di finanza ha sequestrato oltre 270 tonnellate di sigarette di contrabbando in 8.411 operazioni, denunciando pià di 5600 persone. Tabacco che proviene in larga parte da Emirati Arabi, Grecia, Ucraina, Ungheria e Romania.