di Andrea Fantucchio
Uno anno e due mesi, pena sospesa. La decisione del gup, Vincenzo Landolfi, per i costruttori Osmondo Scozzafava e Antonio Avagnano, coinvolti nell'inchiesta sull'ex Prefettura di Avellino. Il giudice per le udienze preliminari ha rinviato a giudizio, il processo inizierà il prossimo 4 aprile, gli altri dieci imputati: quattro progettisti, tre tecnici del Comune di Avellino e i tre titolari della ditta che si è occupata dello scavo, accusati a vario titolo di abusi edilizi e omissione di atti d'ufficio, assistiti fra gli altri dai penalisti Nello Pizza, Innocenzo Massaro, Carmine Danna, Benedetto Vittorio De Maio e Raffaele Tecce. E' stato inoltre disposto l'abbattimento del fabbricato. Sequestrato nell'2013 su disposizione della Procura di Avellino.
Il processo era tornato davanti al gup del tribunale di Avellino dopo la decisione della Cassazione, che lo scorso maggio aveva accolto l’appello della Procura contro la decisione di non luogo a procedere per le contestazioni del vincolo paesaggistico.
Il gup Giovan Francesco Fiore, si era avvalso della perizia redatta dal professore della Federico II, Francesco Domenico Moccia. Il perito incaricato dal tribunale aveva chiarito come si potesse concedere una deroga per il vincolo contestato poiché la zona in questione era densamente abitata e urbanizzata. Il magistrato aveva prosciolto tecnici, dirigenti comunali e imprese dall’ipotesi di reato di abuso in atti d’ufficio. Secondo il gup non andava ritenuta illeggittima la concessione edilizia per il Palazzo dell’ex Prefettura.
Il pm che ha coordinato l'inchiesta, Roberto Patscot, aveva fatto ricorso in Cassazione. Di qui l'udienza di questa mattina. Di fronte a Landolfi sono state discusse le posizioni dei due imprenditori che hanno scelto l'abbreviato. Una camera di consiglio durata oltre tre ore. Poco fa la sentenza.